Eicma, il mondo della moto sbarca a Milano

Le previsioni sono state rispettate, i grandi che nel 2009 avevano disertato l’appuntamento dell’Eicma per effetto della crisi sono tornati. Dodici mesi fa, il Salone del ciclo e motociclo di Milano che si avviava verso l’inaugurazione risentiva dell’assenza di case come Honda e Yamaha, per la decisione presa in Giappone di essere presenti solo all’appuntamento nazionale di Tokio. Le presenze di espositori e i dati relativi all’affluenza di pubblico avevano però confermato una volta di più che gli assenti hanno sempre torto. Così, all’edizione numero 68 in programma dal 4 al 7 novembre (oggi in Fiera a Milano l’inaugurazione con il presidente di Eicma, Corrado Capelli, e il ministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani) i grandi marchi nipponici torneranno a essere presenti in forma ufficiale. E con loro altri importanti produttori di abbigliamento e accessori, in particolare Dainese, assente a Milano da oltre 10 anni.
Ci sono quindi le premesse per un nuovo grande successo, come conferma Costantino Ruggiero, direttore generale di Eicma: «In un momento così difficile, per la crisi dei mercati italiano ed europeo, possiamo dirci più che soddisfatti e sbilanciarci dicendo che sarà un appuntamento bellissimo. Non dobbiamo dimenticare che, come in tutti gli anni pari, il 2010 presenta la concorrenza diretta dell’Intermot di Colonia, ai primi di ottobre. Nonostante questo ulteriore ostacolo, siamo riusciti a mantenerci sui livelli di presenze del 2006 e del 2008, riuscendo allo stesso tempo a recuperare nomi importanti e a confermare quelli affezionati da sempre».
I numeri sono ancora una volta importanti, con l’occupazione di sei padiglioni della Fiera di Rho, per una superficie totale lorda di oltre 250mila metri quadri, e una netta di 47mila, dove saranno ospitati 1.098 espositori provenienti da 35 Paesi dei cinque continenti. Tra questi, non mancherà l’ormai consueta rappresentanza dall’Estremo Oriente. «Per quanto riguarda i cinesi, è da rilevare la cronica contrazione che si registra negli anni della concomitanza con l’esposizione tedesca. Rispetto agli anni dispari si perdono circa 4mila metri quadri di superficie espositiva, ma si tratta di una perdita limitata ai produttori più piccoli, che scelgono un solo appuntamento europeo l’anno». Ancora una volta, dopo gli anni della separazione tra due ruote a motore e a pedali, all’Eicma ci saranno le biciclette. Non sarà come ai tempi migliori, quando Milano diventava per cinque giorni la capitale mondiale dei due settori, ma la presenza è comunque più che qualificata. Oltre ai più noti marchi italiani, da Colnago a Olmo, da Pinarello a Guerciotti, è prevista la presenza di uno tra i marchi più prestigiosi per la produzione di bici di lusso. Montante celebrerà l’ottantesimo anniversario della vittoria Maserati alla 500 Miglia di Indianapolis con un modello esclusivo in tiratura limitata di 200 esemplari.
L’edizione 2010 porta inoltre altre novità, dall’ampliamento degli spazi riservati alla sezione Green Planet, dedicata ai modelli più ecocompatibili, alle aree riservate al mototurismo e agli appassionati di personalizzazione dei modelli custom.
«C’è, tuttavia, una nuova presenza che ci rende molto orgogliosi - aggiunge Ruggiero - una zona prenotata dagli americani. La prenotazione è arrivata direttamente dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, che ha classificato il nostro come più importante Salone europeo dedicato alle due ruote».
Tra tante cose che cambiano, una resta invariata, il prezzo del biglietto di ingresso. Da ormai quattro anni è bloccato a 18 euro, 12 i ridotti. E non mutano nemmeno le altre iniziative affermate da tempo. «Anche quest’anno le donne entreranno gratis per tutta la giornata di venerdì 5 novembre, e per tutti quanti raggiungeranno la Fiera di Rho è confermata la presenza del parcheggio gratuito. In ogni caso, il nostro consiglio è quello di arrivare all’Eicma utilizzando i trasporti pubblici, poiché metropolitana e passante ferroviario rappresentano la soluzione più pratica, con la stazione a pochi metri di distanza dall’ingresso principale».