Einstein Bulleri guiderà Milano anche in Eurolega

Il play di Treviso e della nazionale primo acquisto dell’AJ. Nel mirino anche Evans. Il club farà la coppa al posto della Virtus Bologna

Oscar Eleni

da Milano
I turisti giapponesi seduti davanti a Santa Maria delle Grazie, nella Milano bruciata dal sole di mezzogiorno, non capiscono cosa faccia quel ragazzo con la maglia da basket rossa numero nove. Sono lì per «l’ultima cena» di Leonardo, ma diventano curiosi e quando lui, Massimo Bulleri da Cecina, settembre 1977, uno pieno di energia e passioni contrastanti, tortellini e Coca Cola ad esempio, orgoglio di Benetton e Nazionale negli ultimi sei anni, da ieri in casa Armani, dove resterà almeno tre anni con un contratto di 850 mila euro a stagione, comincia a palleggiare diventano concorrenti del fotografo del «Bullo».
Facendo il percorso inverso rispetto a Riccardo Pittis, poi suo capitano a Treviso, Bulleri, il nuovo regista regalato da Corbelli a Lino Lardo, ha cominciato a correre per le visite mediche e poi per arrivare a palazzo Busca, nuova sede di Finarte-Semenzato. Due piani e una grande biblioteca, quella che il museo della Scala, trasferitosi da un mese nella sede naturale, ha lasciato in custodia proprio a Corbelli, felice di presentare il nuovo giocatore nella nuova sede della sua azienda più prestigiosa, nel giorno delle grandi novità dopo ringraziamenti e abbracci: l’Olimpia da ieri è iscritta all’Eurolega prendendo il posto della Virtus Bologna dopo il passo indietro fatto da Claudio Sabatini. Questione di logica ha detto il proprietario delle V nere, questione di buoni incentivi hanno pensato Galliani e gli altri per convincerlo. All’inizio si pensava che Fajardo avrebbe potuto saldare il conto, ma Lardo si è ribellato, poi si è pensato a Cavaliero, ma Bologna non aveva bisogno di un giocatore in quel ruolo. Meglio valutare altro, i soldi, ad esempio, il progetto che prevede passi adeguati, come espresso da Sabatini al Futurshow: «Vogliamo l’Europa non per diritto, ma per merito, il basket è sport veloce, ma spesso servono anche i minuti di sospensione».
Il presidente Corbelli soddisfatto per non aver dovuto litigare, per il bilancio attivo, per aver scelto il Forum per la maggior parte delle partite, coppa sempre, il Palalido per lavoro e avvenimenti meno importanti; soddisfatto pure lo sponsor Armani quasi felice se gli confermeranno Singleton, il manager Natali quasi contento se arriverà Evans, altro ex Benetton, o Shumpert, arciere di Livorno; l’allenatore Lardo quasi soddisfatto se riavrà, oltre a Calabria e Blair, confermati per contratto, anche Schultze, Coldebella, Gigena, se dovesse arrivare Mordente, allevato dalla Milano che soffriva e richiesto ora dalla Milano che sogna, senza timori per il futuro come capita a tante società, vedi Roseto.
Milano ha le idee chiare, sperando che Djordjevic ci ripensi, mentre i campioni d’Italia della Fortitudo, riuniti ieri sera da Seragnoli, passano a riscuotere in ogni chiesa, trovando qualche difficoltà soltanto a farci capire cosa succede nel restyling tecnico-dirigenziale. Alibegovic è uomo dell’Aquila da quando venne, giocò una partita, salvò la squadra, ma Repesa è l’uomo dello scudetto. Possono convivere perché hanno cervello e qualità. Per chi ha vinto non ci dovrebbero essere problemi salvo trovare un paio di aggiustamenti. Semplice ma non proprio da Fortitudo, speriamo non sia questo il nuovo problema dopo la partenza di Savic che era un muro portante.