Eire, il real estate sostiene lo sviluppo del territorio

Apre domani a Milano la terza edizione del Salone immobiliare per presentare il mercato italiano e dell’area mediterranea

«Real estate» significa sviluppo del territorio. Un settore che in Italia è cresciuto molto negli ultimi anni, tanto che si è ormai consolidata una vera e propria community in espansione dal punto di vista del business generato, che coinvolge sempre più attori nazionali e internazionali. Una parte decisiva a questo sviluppo è da attribuire senza dubbio a Eire (Expo Italia real estate), l’unico evento fieristico in Italia dedicato a questo settore. Nato nel 2005 e organizzato da Gestione Fiere, il Salone immobiliare Eire giunge quest’anno alla sua terza edizione e fa già parte della stretta cerchia dei più importanti eventi europei dedicati al real estate. Come per le due precedenti, anche la terza edizione di Eire, prevista da domani al 25 maggio, sarà ospitata nei padiglioni di Fiera Milano a Rho-Pero.
Un evento di settore che mette in luce e offre uno spazio comunicativo fondamentale in primo luogo a tutti gli operatori immobiliari, ma anche a chi si occupa in generale della crescita economica del Paese. Come dichiara Antonio Intiglietta, organizzatore di Eire e presidente di Gestione Fiere: «Il real estate è fattore trainante e decisivo per tutta l’economia. Questo in Italia, seppur confermato dai fatti, a molti osservatori non è ancora chiaro. Lo sviluppo immobiliare e le operazioni di real estate coinvolgono non solo chi le realizza ma tutta la comunità. Basti pensare alla trasformazione urbanistica che hanno subito in questi ultimi tempi tutte le principali città del Paese. Trasformazioni spesso su larga scala che riqualificano interi quartieri, realizzano nuovi centri di aggregazione e di attività commerciale, creano nuovi canali di mobilità e di trasporto. Anche se pochi conoscono chi e come opera in questo mercato, i risultati riguardano tutti. Una fiera come Eire ha lo scopo di far incontrare gli operatori, certo, ma anche di far conoscere a tutti i progetti realizzati e quelli futuri». Insomma, il real estate necessita sempre di più di uno spazio comune e di un evento come Eire per comunicare un settore di grande importanza quantitativa, in quanto il mercato cresce coinvolgendo i grandi operatori privati, le amministrazioni pubbliche, le banche, le società di consulenza e di servizi correlati, gli studi di ingegneria e di architettura e via dicendo. Ma anche qualitativa, perché i grandi progetti di riqualificazione del territorio cambiano e migliorano le condizioni della vita economica e sociale e quindi favoriscono lo sviluppo e la crescita generale del Paese, mettendo nelle condizioni migliori chi vuole lavorarci. Continua Intiglietta: «Eire ha lo scopo di sottolineare l’importanza di questo settore e la necessità che gli si dedichi il dovuto spazio. L’evento favorisce, poi, l’incontro tra gli operatori, propone convegni di approfondimento e crea le condizioni migliori per stipulare nuovi rapporti tra gli attori presenti. È necessario però rendersi conto che il real estate ha un valore decisivo per tutta l'economia». Eire ormai non è solo un evento italiano. Quest’anno, in particolare, la presenza di espositori esteri è consistente e gli operatori potranno valutare le maggiori opportunità di investimento immobiliare all'estero. Il real estate italiano cresce e cammina da sé, ma è necessario metterlo a fuoco come un ambito positivo e di eccellenza per la nostra economia e il suo allargamento internazionale.