«El Diablo» a Milano per una notte caliente

Marco Guidi

Più di 40 produzioni, 30 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, 11 nomination al Grammy americano, 15 dischi d’oro e cinque di platino. Stiamo parlando di Willie Colón, maestro del latin jazz, conosciuto dai suoi fan con nomignoli quali «El Malo» o «El Diablo». Per chi ama la sua musica, quella di stasera al Festival LatinoAmericando potrebbe essere l’ultima occasione per vederlo suonare dal vivo. Già, perché William Anthony Colón Romàn ha deciso di ritirarsi. E per salutare i suoi estimatori ha intrapreso un lungo tour d’addio, con tappe sparse in tutto il globo. Compresa quella di Milano, appunto.
Nato nella comunità portoricana del Bronx di New York nell’aprile del 1950, Colón si avvicina alla musica grazie alla nonna Antonia. È lei che lo culla sin da bambino con nenie originarie del Portorico. E sempre lei lo sprona a recuperare le sue radici culturali. Un’influenza che «El Malo» riconosce a distanza di decenni. Non a caso nelle sue canzoni tornano spesso le lacrime d’addio, i sogni e le speranze di una generazione costretta ad abbandonare l’isola dove è cresciuta per immergersi nella giungla urbana delle metropoli statunitensi. E poi l’ingiustizia, la voglia di ribellione, la violenza. Temi trattati con crudezza da Colón, in quasi 40 anni di carriera multiforme, da musicista, compositore, arrangiatore, cantante e produttore. Senza dimenticare il ruolo di direttore del gruppo Legal Alien, che gli ha fruttato successo e popolarità. Il punto più alto della scalata ai vertici del musicbiz, Colón lo raggiunge però con la collaborazione con Ruben Blades. Il progetto comune dei due artisti sfocia in «Siembra», uno degli album latini più venduti al mondo. Così come celebri restano altri duetti con Celia Cruz, Hector Lavoe e David Byrne. Negli anni Novanta Colón diventa anche attore per la telenovela Demasiado Corazon, uno dei programmi televisivi più seguiti del Sud America, di cui firma pure la colonna sonora.
Nonostante la miriade di idee e progetti, Willie Colón trova tempo per l’attivismo politico e l’impegno nel sociale. Membro della Commissione latina sull’Aids e della Fondazione migranti delle Nazioni Unite, nel 1993 rifiuta l’invito dell’allora presidente Clinton per una poltrona nella commissione presidenziale sulle Arti. Oggi Colón è schierato in prima persona al fianco di Michael Bloomberg, sindaco di New York.
Willie Colón Festival LatinoAmericando, DatchForum di Assago, dalle ore 21.30, ingresso 15 euro.