El Pais-Repubblica, Berlusconi: privacy violata

Il quotidiano spagnolo<em> </em>pubblica alcune foto scattate di nascosto a Villa Certosa. Il premier: &quot;Violazione della
privacy inaccettabile&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=356658">Topolanek ribatte: &quot;E' un fotomontaggio&quot;</a></strong>. Denunciati giornale spagnolo e l'<em>Unità</em>. Il Garante: &quot;I media rispettino la privacy&quot;.<em> </em><strong><a href="/a.pic1?ID=356673">Ghedini: &quot;Villa Certosa peggio del Truman Show&quot;</a></strong>

Roma - Nell'ultimo giorno di campagna elettorale arriva un nuovo siluro contro il premier. Anche stavolta dalla stampa straniera. Il quotidiano spagnolo El Pais pubblica alcune foto scattate di nascosto in Sardegna, a Villa Certosa. Berlusconi reagisce subito con sdegno: quelle foto sono "innocenti", ma in questo modo le persone che compaiono negli scatti sono "aggredite, è una cosa scandalosa, è scandaloso fare foto entrando nel privato". Poi l'annuncio: "Proporrò querela e una causa civile per danni nei confronti de El Pais e di Repubblica che ha utilizzato il trucchetto di pubblicare le foto del giornale spagnolo". Duro anche l'avvertimento del Garante della privacy: "Non rispettati i principi che tutelano la privacy".

Berlusconi: "Solo ragazze al mare" A chi gli fa notare che si tratta di foto di ragazze a seno scoperto, Berlusconi replica: "Sono ragazze che si stanno facendo la doccia, sono al mare". Ma il conduttore insiste: "No, non fanno la doccia". Berlusconi si fa mostrare le foto e risponde: "Queste persone stanno facendo il bagno nella Jacuzzi dentro una casa privata". "Hanno fatto una campagna basata solo su ignobili e scandalosi attacchi personali", e "mentre loro rimestano nel torbido", giocando "la carta della disperazione", il governo Berlusconi "ha continuato a lavorare". In una "lettera aperta agli italiani" pubblicata sul sito del Pdl, Silvio Berlusconi torna ad attaccare l’opposizione, rivendicando i successi del suo governo, "fatti concreti", rispetto alle "parole" della minoranza. "Non credevo davvero si potesse arrivare a tanto. Mi conforta tuttavia - aggiunge - l’affetto di tanti italiani, anche non miei elettori, che hanno capito come questa opposizione senza ideali e senza programmi, abbia tentato la carta della disperazione".

Querela a El Pais e Repubblica "Ma vadano a quel Pais mi sono scocciato di questo modo di fare". Dopo l'ennesimo attacco Berlusconi decide di passare dalle parole ai fatti. E si prepara a querelare. Ma il premier se la prende anche con Repubblica che, dice, "ha usato il trucchetto di pubblicare le foto del Pais" commettendo un illecito. "Annuncio che proporrò querela e intenterò una causa civile per danni - ha fatto sapere - a El Pais e a Repubblica". Il presidente del Consiglio ha ribadito che in quelle foto non c’è "nulla che sia negativo", che sono scatti "normalissimi" ma che si è di fronte a un "illecito" che è quello di "violazione della privacy di un cittadino, che è anche il presidente del Consiglio" e che in quel momento stava ospitando un altro premier, il ceco Topolanek.

L'ammonimento del Garante Il Garante per la protezione dei dati personali ritiene "doveroso richiamare alcuni dei principi che regolano il corretto trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica". L’Autorità ribadisce che "è illecito riprendere e comunque utilizzare immagini di persone all’interno di una privata dimora senza il loro consenso e con l’uso di tecniche particolarmente invasive", sottolineando che "allo stato dei fatti, sembra che le foto pubblicate da El Pais non rispettino tali principi". L’Autorità ricorda peraltro che, "su segnalazione di parte, ha avviato nei giorni scorsi una istruttoria, ancora in corso, su una serie di foto, alcune delle quali ritraggono persone all’interno del parco di Villa Certosa, e che materiale fotografico relativo alla medesima vicenda è stato oggetto di sequestro ad opera della Procura di Roma". Con riferimento "alle immagini raccolte con le modalità e nel contesto sopra indicati", l’Autorità "raccomanda, dunque, agli organi di informazione italiani il più attento rispetto della normativa sulla privacy e del codice deontologico dei giornalisti, e di attenersi ai principi affermati dalla giurisprudenza nazionale e internazionale e dai precedenti interventi del Garante".

Ghedini: "Querele per El Pais e l'Unità" "Quereleremo il quotidiano spagnolo El Pais e l’Unita". A renderlo noto è il deputato del Pdl e legale del premier Niccolò Ghedini. "Per quanto riguarda il giornale spagnolo - aggiunge - abbiamo dato mandato al professore Oracio Oliva di rappresentarci". "Ma procederemo anche contro l’Unità", avverte, che oggi parla di un documento della presidenza del Consiglio dal quale emergerebbe che aerei privati Fininvest sarebbero stati "trasformati" in "voli di Stato". "Ho qui infatti - precisa Ghedini - l’attestazione della società Alba Servizi che conferma come la qualifica di voli di Stato sia stata conferita a tutti gli apparecchi privati che il presidente del Consiglio usa per ragioni personali, ma solo per motivi di sicurezza perchè in questo modo si possono avere degli slot preferenziali e c’è un diverso controllo radar. Tutte le spese per questo tipo di voli dal 2008 al 2009 poi - assicura Ghedini - sono state sostenute da Berlusconi. Quindi si tratta di un’altra storia senza fondamento.

El Pais: "Non ci fa paura" La denuncia degli avvocati di Berlusconi  non preoccupa il giornale spagnolo. Ad affermarlo è lo stesso corrispondente da Roma, Miguel Mora, secondo cui l’obiettivo non era "fare scandalo", ma sollevare questioni importanti come la libertà d’informazione in Italia e "l’uso elastico della privacy a fini politici". "Non abbiamo paura - spiega Mora - siamo adulti e responsabili: conosciamo il signor Ghedini e sappiamo che ha molto lavoro in questo periodo, per esempio indagini sui voli di Stato, un caso di divorzio". Quanto al sequestro delle foto, il corrispondente spagnolo sostiene: "In Italia sono state proibite, ma nel mondo non si possono proibire: e non è vero che sono state sequestrate, stanno circolando, e noi ne abbiamo pubblicate alcune".

Noemi: non credete a storie messe in giro "Non credete alle storie messe in giro. Si tratta di una ragazza di 18 anni che va a scuola, è una giovane semplice e naturale". Risponde così Berlusconi, a una signora che in collegamento telefonico gli chiede notizie del caso Noemi. Il premier allora ripercorre tutta la vicenda: "Il padre della ragazza - spiega - avendo saputo che io sarei stato a Napoli, mi ha chiesto di essere presente alla festa di compleanno di Noemi. Io ero nel capoluogo campano, perchè la sera avevo un incontro politico e il giorno dopo un incontro per il termovalorizzatore. Sono andato lì - aggiunge - mi sono fermato meno di un’ora, ho fatto un brindisi e foto con tutti, e poi sono andato alla riunione politica". "Tutto il resto - sottolinea - è una calunnia assolutamente distaccata dalla realtà, di cui la sinistra si è approfittata non avendo idee, programmi e leader presentabili e facendone il centro della campagna elettorale. Gli italiani, però - conclude - non sono stupidi e hanno aumentato la fiducia nei miei riguardi e nel Pdl".