El Shaarawy: «Voglio mettere in crisi Allegri...»

MilanelloChe il ballo dei debuttanti rossoneri abbia inizio. Philippe Mexes, Taye Taiwo e Stephan El Shaarawy si presentano per la prima volta a Milanello. L'ex giallorosso è in splendida forma, nonostante il grave infortunio al ginocchio patito a inizio primavera. «Che bello vestire la maglia del Milan - dice il francese gonfiando il petto -. Sto abbastanza bene e spero di tornare in fretta, perché il campo mi manca un sacco. Farò dei test e poi stabiliremo i tempi di recupero». Che però non saranno brevissimi, data l'entità del crac avvertito all'Olimpico nella gara con la Juve. Di sicuro non ci sarà il 6 agosto a Pechino per la Supercoppa.
La sfida con l'Inter sarà invece con ogni probabilità la prima gara ufficiale di Taiwo con la sua nuova squadra. Il nigeriano si dice pronto. «Lavorerò duramente per conquistarmi un posto da titolare. Dove preferisco giocare? Da terzino, ma al Milan conoscono già bene le mie caratteristiche. Ci siamo anche affrontati una volta (Champions 2009 ndr)». L'italiano langue, ma Taiwo ha due preziosi alleati in rosa. «Mexes e Flamini parlano francese come me e mi aiuteranno. Anche se voglio imparare prima possibile la vostra lingua». In campo però non sembra tipo da perdersi in ciarle. «Il mio obiettivo è fare bene in difesa, ma se potrò dare il mio contributo in avanti, lo farò». Magari come a Marsiglia, dove è andato a segno ben quattro volte lo scorso anno.
Per El Shaarawy l'ingresso nella casa del Milan è un po' come il primo giorno di liceo. Praticamente ieri, per uno che si appena diplomato. «Sono qui per imparare. Ci sono tanti campioni e trovare spazio sarà difficile, ma io proverò a mettere in difficoltà l’allenatore».
Non è all'esordio rossonero, ma quasi, Alberto Paloschi, tornato dopo tre anni passati a girovagare in provincia. «Contento di ritrovare il Milan? Certo. Ora darò il meglio per tenermelo stretto. Poi si vedrà…». È un veterano invece Massimo Ambrosini, rimasto orfano di Andrea Pirlo («un amico vero»). Sogna l'ottava Champions e quando si parla di mercato fa spallucce. «Se serve, posso fare anch'io la mezz'ala…». Cuore di capitano.