Election day: sì del Pdl, oggi la firma al decreto

L’ex governatore del Lazio non dimentica i vecchi sgarbi degli ultrà

L’unico accordo realmente bipartisan degli ultimi anni è stato il più recente: l’ok all’election day. E per la verità si sono sfiorate divisioni anche su questo. Poi il buon senso, o forse la convinzione che una tornata unica per ogni consultazione non avrebbe avvantaggiato nessuno, ha avuto la meglio. Così anche il centrodestra ha dato il suo benestare e il 13-14 aprile si voterà per le Politiche in tutta Italia e per le Amministrative nei capoluoghi e nelle regioni dove sarà necessario ricorrere alle urne per nominare sindaci e presidenti.
L’ok del Pdl è arrivato alla spicciolata: i leghisti hanno aderito subito all’iniziativa di unificare le date, poi si sono aggregate An e Udc, infine in serata l’imprimatur di Silvio Berlusconi che ha aggiunto: «Ho dato il mio assenso, ma ci sarà una gran confusione». I timori del centrodestra erano legati alla preoccupazione di dare vantaggi a qualche avversario. Quando questa eventualità è apparsa sempre più remota, l’adesione è arrivata automaticamente. Roberto Calderoli, a nome della Lega Nord, ha definito «saggio, semplice e meno disagevole» l’appuntamento unico e a lui ha fatto eco rapidamente anche Andrea Ronchi a nome di An.
L’ultimo appello del governo all’accordo era venuto dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti (Pd), che sottolineava la necessità di far risparmiare parecchi euro allo Stato evitando al tempo stesso di bloccare l’attività delle scuole dove si sarebbe dovuto votare tre o addirittura quattro volte. Alla fine anche nel Pdl si è fatta strada la convinzione che l’election day fosse «un’idea giusta» utile per risparmiare tempo e denaro soprattutto dopo che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il premier, Romano Prodi, avevano detto di non poter firmare il decreto se non ci fosse stato il via libera di tutti i partiti. A questo punto oggi il Consiglio dei ministri firmerà il decreto che ufficializza il 13 e 14 aprile come election day per tutte le competizioni elettorali. Ai seggi saranno presenti come supervisori gli osservatori internazionali dell’Osce per controllare il corretto svolgimento delle operazioni. E nella tornata raddoppieranno i seggi elettorali per lo scrutinio del voto degli italiani all’estero.