Elementari, caos scrutini

Augusto Pozzoli

Anno scolastico agli sgoccioli, arriva per gli studenti la resa dei conti. Esami e scrutini. Promossi o bocciati. E per la prima volta la scuola primaria (le ex elementari) si concludono senza esami. L’accesso alla scuola secondaria di primo grado (le ex medie inferiori) avviene direttamente attraverso il giudizio espresso allo scrutinio finale dai docenti. Così sarà per via della applicazione della legge 59, la riforma Moratti, che tra le varie novità non sola abolisce gli esami di licenza elementare, ma fissa anche chi e come deve valutare gli alunni. Qui nasce tuttavia un problema che sta mettendo in crisi insegnanti e dirigenti scolastici, alle primarie soprattutto, e questo perché manca ancora uno dei decreti delegati previsti dalla legge 59, quello riguardante la riforma degli organi collegiali. Finora infatti decidere se ad ammettere o no alla classe successiva un alunno alle elementari era il consiglio di interclasse alle elementari, o il consiglio di classe alle medie sotto la presidenza del dirigente scolastico. Questi organismi in attesa del decreto di riforma restano in vigore, ma senza più funzioni.
«Dalla lettura della circolare ministeriale su questa materia – dice Gianni Gandola membro del coordinamento dirigenti scolastici Cgil-Cisl di Milano - pareva di capire che la non ammissione venisse decisa non più dai Consigli di interclasse o di classe ma dai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati». Vale a dire, per la scuola primaria, dalla nuova «équipe pedagogica», dall’insieme dei docenti che intervengono nella classe. Ma il direttore generale Criscuoli, con nota n.4212 del 9 maggio 2005, precisa che, poiché le norme che disciplinano gli organi collegiali della scuola non sono state oggetto di abrogazione, questi esistono ancora, non sono esautorati nel loro ruolo e sono presieduti dai dirigenti scolastici. «Riesce difficile - spiega - immaginare una procedura agita collegialmente senza una convocazione dei componenti, la fissazione dell’ordine del giorno, un Presidente e un verbalizzatore di tale organismo. E riesce difficile immaginare l’adozione a maggioranza di una eventuale non ammissione alla classe successiva di un alunno senza che il dirigente scolastico presieda la riunione, ne garantisca la correttezza formale e ne disponga la verbalizzazione come traccia ufficiale di una decisione legittimamente assunta. E se non sono chiari questi passaggi formali si rischia di emettere dei verdetti che qualsiasi genitore potrebbe chiedere ai giudici del Tar di annullare automaticamente».

Annunci

Altri articoli