Elementari e medie, cambiano le regole. Ora bocciare sarà davvero impossibile

Gli ultimi decreti: via libera anche a chi non ha raggiunto i livelli previsti

Non solo test Invalsi. L'anno scolastico al via in questi giorni (primi sono stati gli alunni di Bolzano e provincia che sono in classe dal 5 settembre, ultimi quelli di Emilia, Lazio, Marche, Puglia e Toscana, che torneranno sui banchi venerdì) si apre anche con altre novità.

Le più appariscenti riguardano le regole su promozioni e bocciature: i provvedimenti delegati dalla legge sulla Buona scuola cambiano, almeno in parte, le carte in tavola. La regola di base è che alle elementari e alle medie tutti saranno promossi. Di fatto era già così, ma adesso la pratica viene messa nero su bianco da un testo normativo che chiarisce ulteriormente la questione. Per quanto riguarda la primaria il principio è che la bocciatura è prevista solo in casi eccezionali e con decisione unanime dei docenti. La novità è che l'ammissione alla classe successiva può essere deliberata anche «in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione». In questo caso, quello di una promozione in qualche modo «agevolata», la scuola deve mettere a punto delle «strategie per il miglioramento dei livelli di approfondimento». La promozione generalizzata diventa regola anche alle medie. In caso di insufficienze in una o più materie il consiglio di classe può comunque deliberare la promozione avviando dei percorsi che consentano all'alunno interessato di colmare le lacune di preparazione. In tutti casi la bocciatura deve essere adeguatamente motivata.

Quanto alla votazione dell'esame di terza media vengono rivisti i criteri di giudizio: più che le singole prove finali a contare sul voto finale sarà l'intero percorso dello studente. Lo stesso principio viene adottato anche per le superiori in cui a contare sarà soprattutto il triennio conclusivo del ciclo scolastico. Qui all'esame finale si potrà venire ammessi, previa motivazione, anche con una materia insufficiente. E anche in questo caso, viste le attuali percentuali bulgare di ammissione, la norma altro non è che il riconoscimento di una prassi assai diffusa.

Commenti

Pitocco

Mer, 13/09/2017 - 10:29

Questa tecnicità che vuol copiare il sistema anglosassone, in Italia con le condizioni e le scarse risorse e sopratutto la mancata professionalità del corpo docente, è voler produrre giovani con una cultura pari quasi a zero. E' aberrante che tutto ciò accada senza che nessun guitto di amor proprio faccia scattare gli illustri professori delle facoltà nelle quali si insedieranno quelle frotte di ignoranti. Abbiamo, si legge, il numero più basso di laureti e con questa nuova norma il numero si ridurrà al lumicino.