Eletti ed esclusi: ecco il nuovo Consiglio

Dall’esito del ballottaggio del 29 e 30 maggio dipenderà l’assegnazione
del premio di maggioranza. Ma 32 consiglieri sono già sicuri. L’Udc è
fuori dal Comune, come i Verdi, Sara Giudice e Milly Moratti

I colpi di scena continuano. Dopo lo scontro Moratti-Pisapia, finito 48 a 41,5 e quindi con un ballottaggio che parte da percentuali ribaltate rispetto agli ultimi sondaggi, lo spoglio delle schede concluso ieri all’alba ha rivelato dei grandi esclusi. Fuori dal consiglio comunale, comunque vada al secondo turno, non entreranno più in aula la cognata-rivale del sindaco Milly Moratti, la sua lista civica ha incassato solo l’1,33%. Fuori in blocco l’Udc, alleato con il proprio simbolo a fianco del sindaco del terzo polo Manfredi Palmeri, ma con l,9% dei voti neanche il capolista Pasquale Salvatore (premiato da 1.096 preferenze personali) riesce a blindare il posto occupato negli ultimi cinque anni, in maggioranza. Fli e Api comunque vada, avranno un solo consigliere al momento Manfredi Palmeri, esclusa invece Sara Giudice, l’anti-Minetti, anche se ha preso 1.028 voti e più della capolista Barbara Ciabò. E spariscono dall’aula di Palazzo Marino i Verdi che arrivano solo all’1,3%. In bilico i radicali, la lista Bonino-Panella è appesa al ballottaggio, solo se vince Pisapia entra un consigliere, il capolista Marco Cappato (1.866 voti).
Le coalizioni hanno fatto i conti fino all’alba e continuato fino al pomeriggio per disegnare i due scenari possibili. E identificare i trentadue fortunati consiglieri (più Moratti e Pisapia) che in ogni caso hanno già il posto assicurato. Il primo caso: un ribaltamento dell’indicazione di voto al primo turno e la vittoria di Letizia Moratti. Il centrodestra incasserebbe il premio di maggioranza che si traduce nel 60% delle poltrone e il 40 al centrosinistra, (proporzioni invertite se diventa sindaco Pisapia). Il Pdl piazzerebbe 21 consiglieri, la Lega 7, uno Milano al Centro (l’ex assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli, che è stata la più votata della lista civica con 1.253 preferenze (secondo Gianluca Comazzi con 1.116 e terzo il capolista Giovanni Terzi con 722). Nel secondo caso, il Pdl si fermerebbe a 12 (compresa la Moratti) e la Lega a 4. Poltrona calda quindi per chi è comunque tra i primi della lista, nel Pdl Silvio Berlusconi (che cederà il posto «salvando» il primo degli eventuali esclusi, Armando Vagliati), Riccardo De Corato, Carlo Masseroli, il capogruppo uscente Giulio Gallera, primo tra le new entry Luca Pagliuca, Matteo Forte di area Cl, Alan Rizzi, Pietro Tatarella, Marco Osnato, Carmine Abagnale e Andrea Mascaretti. Solo in caso di Moratti bis entrano De Pasquale, Bove, Paleari, Mardegan, Baldassarre, il quasi ex assessore Pillitteri, l’autore dei manifesti anti-pm Roberto Lassini (anche se il partito gli ha già chiesto un passo indietro), Lastella, Lardieri. Dovrebbe farcela in questo caso anche l’ex An Antonluca Romano visto che la Moratti entrerebbe in aula sulla 49esima poltrona alta. Fuori invece l’ex assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna. Con il Carroccio per ora posto assicurato solo a Matteo Salvini, Massimiliano Bastoni, Luca Lepore e Alessandro Morelli. Già «blindato» il posto di Mattia Calise del Movimento 5 stelle. Se vince Pisapia: il Pd piazza 20 consiglieri altrimenti si ferma a 12, Sel 3 oppure 2 (sicure quindi Ines Quartieri e Daniela Benelli), la lista Milano civica per Pisapia due o una (sicura Anna Scavuzzo, in bilico Elisabetta Strada), idem la Sinistra x Pisapia (sicuro Basilio Rizzo, aspetta Anita Sonego), uno ma sicuro con qualunque finale il posto Idv di Raffaele Grassi. Nel Pd ha fatto il botto il capolista Boeri seguito dal giovane Maran, e dall’ex verde Monguzzi. Tra le liste alleate con la Moratti che non hanno raggiunto il quorum, quella di Magdi Allam (che pure aveva 1.128 voti personali) e quella dell’ex assessore Croci.