Gli elettori della Cdl hanno già "votato": "Sì al partito unico"

Sondaggio del &quot;Giornale&quot;: tra i sostenitori del Polo 2 su 3 approvano il Partito delle Libertà. Per la leadership Berlusconi in pole position col 36,1%, poi Fini (25,9%) e Casini (10,6%). <a href="/a.pic1?ID=174763"><strong>Schifani (Fi): i dirigenti si adeguino</strong></a>

Milano - La voglia di partito unico affascina anche gli elettori di centrodestra. La conferma è arrivata dal sondaggio condotto da FerrariNasi&Grisantelli su un campione di 400 elettori del Polo. Secondo la rilevazione, il 69% degli italiani che votano Cdl vorrebbe vedere in Parlamento «due soli partiti», mentre solo il 26,7 preferisce un sistema con più partiti. «Il sondaggio - spiega Arnaldo Ferrari Nasi - mette in evidenza come il popolo della Casa delle libertà chieda di semplificare il quadro politico».
Il Partito delle libertà. Il 63% del popolo Cdl ritiene «auspicabile» l’esperimento del Partito delle libertà, come lo ha definito nei giorni scorsi il leader del centrodestra Silvio Berlusconi, cioè la fusione tra due o più partiti di centrodestra. Il 14% ha ancora dei dubbi, mentre solo il 23% si dichiara nettamente contrario. L’esperienza della Casa delle libertà come mera «alleanza elettorale» piace solo al 16%, mentre il 25% degli elettori Cdl vorrebbe una federazione di partiti.
Il profilo dell’«elettore unico». I più convinti sostenitori del bipartitismo abitano nell’Italia centrale «rossa» (82%), mentre nel Triveneto il 46,1% degli elettori del Polo preferisce l’attuale sistema multipartitico. Chi voterebbe oggi il Partito delle libertà? Gli italiani laureati (80,5%) con più di 56 anni (67%), divisi tra il triangolo industriale (63,3%) e il Mezzogiorno (64,4%), mentre i meno convinti abitano nel Triveneto (33,3%), hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni (40,8%) e un livello d’istruzione medio-basso (39,6%).
I destini incrociati di Lega e Udc. Mentre Forza Italia e An lavorano da tempo all’ipotesi di partito unico, i vertici di Lega e Udc non ci pensano proprio, un po’ per strategia, un po’ per non perdere «tesoretti» elettorali che altrimenti andrebbero dispersi. Ma la base del centrodestra non la pensa così. Secondo il sondaggio, infatti, il 57,6% del popolo Cdl ritiene positivo «l’ingresso dell’Udc» nel futuro Partito delle libertà, mentre a chiedere di includere il Carroccio è più di un elettore di centrodestra su due (52%). L’ipotesi di un partito unico ha contagiato anche il 42% degli elettori Udc ma solo il 15% dei leghisti. A sorpresa, invece, i meno convinti di una fusione sono gli elettori di Alleanza nazionale (53,6%) mentre tra le fila di Forza Italia la percentuale di scettici scende al 25%. Quanto all’ingresso di centristi e leghisti nel futuro soggetto politico, le «riserve» reciproche dei due elettorati meritano una segnalazione. Solo il 25% di chi vota Udc vedrebbe con favore l’ingresso leghista nel partito unico, mentre due leghisti su tre considerano «positivo» un eventuale allargamento del nuovo soggetto all’Udc.
La corsa alla leadership. Silvio Berlusconi è saldamente in pole position per la guida della coalizione di centrodestra con il 36,1%, seguito da Gianfranco Fini (25,9%) e Pier Ferdinando Casini (10,6%). I «non so» sono una percentuale consistente (22,2), mentre gli «altri» si fermano al 5%. I fan dell’ex premier, secondo il sondaggio, sono concentrati nelle regioni rosse (39,7%) e nel Mezzogiorno (38,8%), mentre Fini riscuote più consensi nel Triveneto (41,3%), dove piace anche Casini (19,7%) mentre Berlusconi è al 26%. Anche in questo caso c’è una percentuale consistente (40%) di piccola e media borghesia del tutto disinteressata alla leadership.
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