Tra elettori e giudici, lo strano giorno del Pd

Rasetto fa mea culpa: «Non sempre sappiamo amministrare bene»

La bufera che si è abbattuta sul Comune ha condizionato pesantemente anche il clima dell'assemblea del Partito democratico, convocata (in tempi non sospetti) per ieri pomeriggio al museo del mare Galata, allo scopo di analizzare il voto e le conseguenti prospettive politiche con tutti i delegati. Ai quali non sarà certo sfuggito il tono particolarmente solenne del loro segretario territoriale, Victor Rasetto. «È interesse nostro e della città fare piena luce sull'accaduto e in fretta perché la cosa peggiore è rimanere in questo clima di sensazionalismo e di rumore», ha esordito il segretario.
Quindi, «nel momento in cui dovessero evidenziarsi dei comportamenti non solo penalmente rilevanti, ma anche semplicemente equivoci da parte degli aderenti al partito, chiederemo a loro un'assunzione di responsabilità, prendendo provvedimenti netti». Spietata l'analisi della disfatta elettorale: «Abbiamo perso perché non siamo riusciti a trasmettere un'idea di cambiamento rispetto a chi ci ha preceduti. E il metodo delle candidature è stato sbagliato. Se si fanno le primarie per i circoli, si devono fare anche per il Parlamento». Primi applausi dalla platea. Che s'infervora quando il segretario territoriale fa pubblica ammenda a nome del partito: «Non sempre amministriamo bene e non sempre i nostri amministratori sono sul territorio». Di lezione da imparare parla anche il capogruppo Pd Stefano Farello: «Le elezioni si vincono sui contenuti e sulle proposte, cosa che non siamo riusciti a fare». Farello esprime pieno sostegno alla sindaco Marta Vincenzi, «che ha dimostrato di avere nella trasparenza degli atti un punto di forza».
Al primo cittadino arriva la solidarietà anche del segretario regionale Mario Tullo: «Pieno rispetto della magistratura a cui chiediamo di fare in fretta e piena solidarietà politica e umana al sindaco. Vorrei comunque ricordare che gli avvisi di garanzia non sono condanne».