Gli elettori lo licenziano sul web: «Infedele e traditore, vattene»

RABBIA «Fuori subito i voltagabbana come lui, è già d’accordo con Montezemolo e Casini»

RomaGianfranco «Bruto» Fini non ha potuto attendere le Idi di marzo. Per lui ha deciso Repubblica.it che ha scelto le Calende di dicembre, cioè il primo giorno dell’ultimo mese. Il problema è che, nonostante le stilettate a colpi di Spatuzza, Silvio «Cesare» Berlusconi non è politicamente morto. E i cesaristi lo scrivono sui muri dell’Urbe internettiana e lo gridano attraverso i televoti nelle tribune tv: «Bruto lasci la Roma del Pdl».
È sintomatico, infatti, che il sito del Popolo della Libertà nella homepage ieri riportasse un commento lasciato dall’utente Cristina sul forum Spazio Azzurro. «Male ha fatto Repubblica a rendere noti i discorsi di Fini. Ora sarà costretto a dimettersi e nessuno riuscirà a fermare l’ascesa dell’imperatore».
Certo, su Spazio Azzurro c’è qualche finiano che timidamente prova a dire che «Bruto è uomo d’onore», ma una debordante maggioranza l’ha messo a tacere. «Carissimi dirigenti, cosa aspettate a piantargli un calcio dove non batte il sole?», chiede Uscio. Paola invece sottolinea: «Qualcuno riporti Fini l’illuso-Fini, il vanesio alla realtà: non prenderà mai il posto di Silvio, la gente non lo vuole». C’è anche chi lo considera non da ora una serpe in seno. «Che Fini e Casini volessero la testa di Berlusconi lo si sapeva dalle elezioni del 2006 perché non mossero un dito per difendere il lavoro del governo», commenta un altro utente.
Questa è la rabbia di un popolo che non vuole che il proprio voto sia disperso in una congiura senatoriale. Per Fini resta solo la proscrizione: «ex fascista», «infedele», «traditore». Commenta Emilio: «Fini è già da tempo con Rutelli, Casini e Montezemolo. Fuori i voltagabbana!!!». Aggiunge Moreno: «Sono pronto ad andare in piazza a difendere Berlusconi e se occorre anche a fargli da scudo perché ora è l’unico a difendere veramente la democrazia». O come scrive Giorgio Cascinelli: «Caro Silvio sappi che anche nei momenti difficili come questo il tuo popolo sarà sempre al tuo fianco. Basta un segnale e rinizieremo a marciare!». C’è anche chi come Vincenzo Ferrari risponde alle battute del Cavaliere: «Presidente, vengo a Panama con lei!»
La «bomba atomica» però rischia di compromettere la campagna di tesseramento del Pdl al via questo weekend: «O fuori Fini o fuori noi» è il leitmotiv. «Avrei voluto tesserarmi al partito. Lo farò solo quando il presidente della Camera lascerà il Pdl. È vergognoso!», scrive Sandro. Qualcuno pensa di abbandonare la casa comune. «Se resta e continua a dire le cose che dice, voterò Lega. Fatelo dimettere!».
La gente ha capito: è un ingrato tentativo di sovvertire il risultato elettorale. Anche in altri siti di centrodestra il tenore è lo stesso. Chiede Ercolina Milanesi su Silvioberlusconifansclub.it: «Eri una nullità e solo grazie a Berlusconi sei arrivato alla terza carica dello Stato. E quale è stata la tua riconoscenza?». Sul Forum della libertà primularossa dice che «Fini è il grimaldello utilizzato da poteri forti e opposizioni antiberlusconiane per scardinare il Pdl».
Il Legno storto, quotidiano online, ha messo da parte l’aplomb pubblicando un editoriale intitolato L’ipocrisia di Fini nel quale si osserva che «non è nemmeno più questione di sapere di che sostanza organica sia composta la faccia di Fini. Perché non c’ha nemmeno quella. È senza testa». Anche i navigatori de L’Occidentale la pensano allo stesso modo: «Se il Pdl non vuol perdere la credibilità conquistata da Berlusconi col predellino, deve far dimettere Fini da presidente della Camera e cacciarlo».
Qualche crepa pure nei siti «amici». Su Libertiamo, «organo» dei liberal pdl, non tutti i commenti sono entusiasti perché «blocca qualsiasi riforma nella speranza, vana, di mandare a casa Berlusconi». E sul finiano FareFuturo Webmagazine una lettera di Gianfranco Procopio scongiura Bruto di «non consegnare l’Italia ai comunisti».
Un risultato Fini, involontariamente, l’ha ottenuto: ha rimpinguato audience e share dei talk show politici. E dopo Ballarò martedì sera, ieri Il fatto del giorno su Rai2 ha fatto il boom del televoto. Oltre 12mila telefonate, un solo responso: l’82% dei telespettatori vuole Fini fuori dal Pdl. Cesare vive e Roma è con lui.