Elettriche pure: una scelta da pionieri dell’ambiente

Per la diffusione della mobilità elettrica, almeno nei centri urbani, c’è ancora da fare quasi tutto, ma l’offerta delle case sta comunque diventando, seppur con prudenza, più ampia, grazie anche alla nascita di nuovi accordi con le società che producono e distribuiscono energia elettrica. Scegliere oggi un’auto elettrica, insomma, è segno di un indiscutibile pionierismo ambientale.
Anche perché le auto a zero emissioni non è che costino poco, nemmeno citycar di 3,50 m come le gemelle Mitsubishi i-Miev, Peugeot iOn e Citroën C-zero che hanno prezzi compresi fra 28.300 e 36.800 euro.
Più articolata è l’offerta dei brand dell’Alleanza Nissan-Renault, il gruppo oggi più impegnato nello sviluppo di vetture e veicoli commerciali a propulsione elettrica pura. Giapponesi e francesi sono attesi quest’anno a un test decisivo per i loro nuovi modelli, in arrivo o da poco sul mercato.
Per la berlina media Leaf, Car of the Year 2011 per i suoi meriti ecologici, Nissan ha scelto la forma dell’acquisto dell’auto in toto, batterie incluse, proponendo una versione unica molto ben equipaggiata a un prezzo di quasi 38mila euro. Esonerata, come tutte le elettriche, dal pagamento del bollo, la Leaf ha un motore da 80 kW (108 cv) alimentato da un pacchetto di batterie che forniscono un’autonomia, a guidare con estrema saggezza, di 175 km, e possono essere ricaricate completamente, anche attraverso una presa domestica, in 8 ore. Diversa è la formula d’acquisto scelta dall’alleata Renault, che propone la Fluence - berlina classica a tre volumi - Zero Emission a 28.200 euro, escluso però il pack degli accumulatori che vengono forniti in locazione a un canone mensile di 82 euro per tre anni.
Disposto, in entrambi i casi, a un cospicuo esborso, il cliente di queste vetture realizzerà, sul fronte dei consumi, un risparmio di circa il 70 per cento. Al volante di una elettrica pura, in agguato, dal punto di vista emotivo, c’è il timore di rimanere a secco, perché l’energia elettrica non può essere trasportata in una tanica. Largo dunque, per chi non vuole patemi, alle elettriche ad autonomia estesa che abbinano un propulsore elettrico ad uno termico, pronto a supportare il primo, se richiesto, come su vetture ibride, oppure ad alimentarlo quando la carica delle batterie è esaurita, consentendo così di completare il viaggio in tranquillità fino a raggiungere una presa di corrente per la ricarica.
Funzionano così le berline Opel Ampera e Chevrolet Volt, realizzate sulla medesima piattaforma General Motors, che possono percorrere fino a 80 km a emissioni zero, ma possono contare su altri 400 con il pieno di benzina che alimenta il motore convenzionale. Ovviamente la complessa tecnologia dell’autonomia estesa plug-in non è a buon mercato (Ampera e Volt constano circa 43mila euro), ma se si vuole contribuire seriamente alla riduzione delle emissioni senza rinunciare alla serenità in viaggio, la range extension è la soluzione giusta e verrà prossimamente adottata anche da altri costruttori, tra i quali Toyota, Volvo e Mercedes-Benz.