Elezione nulla perché ha votato chi non doveva votare

La votazione per la presidenza della Terza Commissione del Municipio Medio Levante, cui hanno preso parte persone che non hanno titolo per partecipare ai lavori (e, quindi, alla votazione stessa), deve considerarsi nulla. Pare una verità lapalissiana, ma, per ribadirla ai diretti interessati, c’è stato bisogno di un pronunciamento ufficiale del Comune di Genova. Che, tramite Luigi Picena, superconsulente del sindaco per i Municipi, ha inviato al parlamentino Medio Levante la sentenza: «Ricominciate tutto da capo».
Un passo indietro è indispensabile per far capire ai lettori (che ne hanno voglia) quello che sta alla base del problema, sotto forma di «giallo» che si è aperto intorno all’elezione dell’altra sera della presidente della Terza Commissione, Irene Ravera, Sinistra Ecologia e libertà (in sostanza, ricordiamo quello che è stato pubblicato su queste pagine). Dunque: l’opposizione cavalca il nome della neoeletta come una vittoria sul centrodestra e la palese dimostrazione che la maggioranza non c’è più, invitando il presidente Fabio Orengo (Pdl) a rassegnare le dimissioni. Ma su quel voto c’è qualcosa, anzi parecchio che non torna: l’indicazione per la maggioranza di centrodestra che regge il Municipio era quella di non presentarsi per far mancare il numero legale (e quindi non votare la Ravera), ma il numero legale alla fine è stato raggiunto, perché era presente un esponente dell’«Altra Genova» (con una delega per due voti) che però non aveva i requisiti per essere delegato. Pertanto, il numero legale raggiunto l’altra sera, di 13 voti, non è valido. Così come la votazione che ha eletto la Ravera come presidente della terza commissione. Il presidente Orengo dichiara: «Io cerco di mandare avanti il municipio. L’opposizione, invece, ama la politica dei sotterfugi. Dimissioni? Fa parte dei loro giochetti. Non esiste proprio....».
Il quesito sottoposto successivamente a Picena si basa essenzialmente su due punti: 1) in base al voto plurimo proporzionale i voti espressi dai componenti della Commissione presenti erano 11; 2) per il raggiungimento del quorum minimo per la validità della seduta (metà dei consiglieri assegnati al consiglio) è stato conteggiato l'assessore Glauco Berrettoni, componente esterno della Giunta, quindi non Consigliere, non componente esterno della Commissione e, peraltro privo di qualunque tipo di delega.
Arriva la risposta di Picena: «Ai sensi dell’art. 52, comma 3 del Regolamento municipale in tema di Commissioni permanenti la seduta è valida quando i componenti delle Commissioni presenti rappresentino la metà dei Consiglieri assegnati al Consiglio (n. 12 Consiglieri). Ove non siano state seguite le procedure definite in sede regolamentare in tema di delega al Consigliere o di indicazione del rappresentante esterno, eventuali deliberazioni adottate in assenza del numero legale non possono considerarsi validamente assunte». Interviene Berrettoni (Altra Genova): «Il Pdl non ci ha detto che non partecipava al voto. Il sottoscritto ha partecipato in qualità di Assessore Esterno di riferimento per le problematiche sociali, senza diritto di voto. Il Gruppo L'Altra Genova, che fa riferimento al Sen. Enrico Musso, ribadisce la propria posizione all'interno della maggioranza, tuttavia si interroga da tempo sulla volontà del Pdl di proseguire in una collaborazione paritetica». Problema risolto, o ancora di là da venire? Mi sa che gli ultimi ballottaggi non hanno insegnato nulla, specialmente al centrodestra delle istituzioni (non quello degli elettori).