Elezioni Anche le firme del Pd erano false

Qualcuno aveva garantito personalmente per le firme del suo partito. Aveva parlato di lavoro duro coronato da successo. Qualcuno si era scandalizzato, promettendo di mettere a disposizione dei giornali tutte le firme delle proprie liste (ovviamente senza mai farlo per davvero) quando una formale denuncia aveva avvertito che le cose «sporche» erano trasversali e riguardavano anche partiti di peso della coalizione di Claudio Burlando. Ma era l’epoca in cui l’eco mediatica era tutta dedicata alle firme per la presentazione della lista del Nuovo Psi alle regionali, in sostegno di Sandro Biasotti. Gli «onesti», i massimi dirigenti del Pd ligure, facevano a gara a comparire sui giornali per assicurare la loro integrità. Ora, a elezioni strafinite, a Burlando rieletto, le firme del Pd vengono sequestrate. Perché secondo il pm sono false. Clonate, per usare l’aggettivo usato in tutti i titoloni pre-elettorali.
Per dovere di precisione, la falsificazione da parte del Pd, non di una lista alleata, riguarda le elezioni municipali del Municipio II Centro Ovest, che si sono svolte contemporaneamente alle regionali. Lì, nel feudo della sinistra genovese, dove il centrodestra si presentava spaccato e la vittoria rossa era scontata, il Pd ha fatto ricorso al solito trucchetto del copia-incolla. Anzi, del solo copia. E pure male. Questo è infatti quello che sostiene il pubblico ministero (...)