Elezioni anticipate in Sicilia Sarà Cuffaro a fissare la data

Trovato l’accordo con l’autonomista Lombardo, il Governatore si dimetterà prima di Natale per bruciare i tempi. Intesa anche per le comunali di Messina

Marianna Bartoccelli

da Roma

I siciliani festeggeranno il Natale con un governo regionale dimissionario e con il presidente Totò Cuffaro pronto a lanciarsi nell’agone elettorale regionale entro la fine di febbraio. Cinque settimane prima delle politiche e due mesi prima della scadenza naturale della legislatura. La decisione è arrivata alla fine di un lungo e infuocato vertice della Cdl che ha stabilito di affidare all’attuale presidente della Regione la scelta delle armi, tempi e modi, di una battaglia che trova molto diffidenti gli alleati di Forza Italia e soprattutto il ministro Gianfranco Miccichè. Sollecitate innanzitutto dall’outsider Raffaele Lombardo, il leader del Movimento per l’autonomia, ma condivise anche da Gianfranco Fini e, soprattutto, da Pier Ferdinando Casini, con cui Raffaele Lombardo si è incontrato nei giorni scorsi. Nel corso della riunione che si è svolta nella sede parlamentare di Forza Italia alla presenza dei leader della Cdl, Domenico Nania con Guido Lo Porto per An, Angelino Alfano per Fi, Calogero Sudano per l’Udc e Bartolo Pellegrino per Nuova Sicilia, invitato d’onore Lombardo, è stata presa in esame l’opportunità di anticipare le elezioni e alla fine, dopo aspre discussioni, sembra l’abbia vinta Lombardo, che ormai da mesi dichiara di essere disposto a sostenere la candidatura del suo vecchio amico di partito soltanto se le regionali precedessero le politiche, smarcandosi così da eventuali sconfitte nazionali. Ma dopo aver ottenuto un ok Lombardo ha subito rilanciato, ricordando al vertice che comunque «il suo sostegno alla Cdl ci sarà soltanto se da Roma arriveranno risposte sulla fiscalità di vantaggio in Sicilia, sugli investimenti e sulle infrastrutture». Atmosfera non certa idilliaca quella che si è respirato durante l’incontro soprattutto tra Forza Italia e Lombardo. Il coordinatore degli azzurri ha respinto l’ipotesi di sconfitta, ricordando le elezioni del 1996 quando nel resto d’Italia vinse il centrosinistra e in Sicilia le regionali premiarono il centrodestra, dichiarandosi certo che in Sicilia la maggioranza non perderà. «L’intera coalizione - ha detto alla fine del vertice Alfano, coordinatore regionale di Forza Italia - si ritroverà sulle scelte del presidente, quali che esse siano» - riferendosi ai tempi di dimissione. Pare infatti che Forza Italia spinga ad andare più in là della fine di febbraio, mentre per Lombardo «era già tardi ieri e continuiamo a ritenere che il count-down debba partire subito».
Un accordo nella Cdl è stato raggiunto anche sulle elezioni comunali di Messina e sull’esigenza di soprassedere alla sostituzione dell’assessore regionale alla Sanità, Giovanni Pistorio, in forza a Mpa, come aveva chiesto Miccichè a Lombardo. Su Messina è stato deciso di considerare il primo turno delle elezioni comunali come una sorta di primarie del centrodestra. Un modo per affermare che Lombardo si dichiara disposto a sostenere in caso di ballottaggio il candidato della Cdl, Luigi Ragno, e viceversa.
La decisione di andare alla elezioni anticipate coincide anche con la presentazione della campagna antimafia, lanciata dallo stesso Cuffaro, probabilmente in previsione dello scontro elettorale che secondo molti sarà proprio con Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, e oggi riferimento di tutti i movimenti antimafia oltre che di tutta la sinistra, tranne la Margherita. «La mafia ci fa schifo» è lo slogan della campagna che Cuffaro lancia dopo gli attacchi subito nei giorni scorsi anche dal video «La mafia è bianca» realizzata da due giornalisti, Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini del gruppo di Santoro. «Le forze dell’ordine, la società e le istituzioni che creano condizioni di sviluppo devono stare insieme - ha detto Cuffaro prima del vertice che ha sancito le sue dimissioni anticipate -. Altrimenti non può esserci vera lotta alla mafia. Siamo convinti che questo governo abbia tentato di mettere insieme queste tre scelte».