Elezioni, asse Pdl-Lega: "O si governa o si vota" Bersani: "Esecutivo traccheggia, subito al Colle"

Il ministro dell'Interno: "Tre settimane per capire se il governo può proseguire". Gasparri e Cicchitto: "Non ci faremo logorare da altre forze politiche di maggioranza (Fli)". Entra a gamba tesa il segretario del Pd: "Ma quali tre settimane? Il governo traccheggia e non governa. Rimetta il mandato al Quirinale in tre minuti"

Milano - Meglio "tornare alle urne contro le alchimie dei palazzi" piuttosto che "sottoporsi a un logoramentio a vuoto da alleati della maggioranza". Il Pdl, con i capigruppo parlamentari Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, assicura che il monito della Lega per una fiducia a tempo di tre settimane è condiviso dallo stesso partito del premier. "Le parole di Maroni - dice il presidente dei senatori Pdl Gasparri- fotografano in modo oggettivo la realtà. Il Pdl valuta con rispetto e con serietà il recente voto di fiducia del parlamento al governo, con la convergenza di gruppi parlamentari frutto del voto e di altri appena nati. Siamo certi che chi ha detto sì voglia sostenere il programma illustrato in modo chiaro e dettagliato dal presidente Berlusconi. I numeri poi sono chiari. Soprattutto al Senato. Non ci sono spazi per governi tecnici-golpe. Quindi avanti per governare l’italia. Ma se così non fosse, e lo si capirebbe subito, in democrazia i governi li sceglie il popolo nelle urne, non gli alchimisti nei palazzi. Ma vogliamo essere ottimisti perché in parlamento tutti sanno quanto gli italiani detestino inganni e furbate e esigano coerenza e chiarezza". "È il tempo della chiarezza e della responsabilità: il nodo - aggiunge il presidente dei deputati Maurizio Cicchitto- è quello di verificare se il governo Berlusconi ha una maggioranza solida che vuole procedere alla realizzazione di un programma condiviso e votato con la fiducia rispetto ai 5 punti sottolineati dal premier. E dunque senza strappi, senza contestazioni continue e senza distinguo, oppure se inizia la fase della crisi per andare al voto. Il nostro impegno è positivo e costruttivo per fare le riforme nella chiarezza. Non possiamo, invece, accettare passivamente di farci logorare a vuoto".

Bersani: "Tre settimane? Tre minuti" Il governo "va avanti traccheggiando". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, conclude la scuola di politica del Pd e afferma che "a vedere la situazione, bastano tre minuti, non c’è bisogno di tre settimane" per parafrasare le parole del ministro degli Interni Roberto Maroni sulla durata del governo. "Questo governo non è in condizione di governare" insite Bersani. "Davanti a un Paese che ha un milione di problemi sarebbero stati onesti a dirlo in parlamento. E invece cercano di traccheggiare. Si rimettano al Capo dello Stato, così non si può andare avanti". Il Pd invece è pronto al voto, "assolutamente sì" assicura il segretario. "Siamo un partito europeo e dobbiamo comportarci come i laburisti inglesi, che si sono divisi al Congresso e poi si sono riuniti". Funziona così, spiega Bersani, "nei partiti che non hanno un padrone". Quanto alle parole di Sergio Marchionne, Bersani afferma che "È già da un pò che stiamo in questa situazione. Adesso -sottolinea - se ne rendono conto gli imprenditori mentre a noi era già chiaro da due anni che non si stava imbroccando la ricetta, che la politica prendeva pieghe e strade che non c’entravano nulla con l’opinione della gente. Tra case e barzellette, il distacco enorme tra politica e cittadini aumenta", mentre il Paese deve affrontare molte questioni tra le quali "i temi fiscali e della piccola impresa. Ecco, qui presto noi daremo una svolta" annuncia il segretario Pd.

Verdini e La Russa contro i govenri tecnici "Sarebbe difficile anche per il presidente della Repubblica in un governo di transizione mettere all’opposizione chi ha vinto le elezioni: Berlusconi e Bossi" dice Denis Verdini alla Festa della Libertà a proposito della possibilità di elezioni." La prassi - ha spiegato Verdini - è importante ma la politica ha il suo peso". "Ha ragione Maroni - spiega Ignazio La Russa - a dire che si dovrebbe andare a votare se non ci fosse una maggioranza forte che ci fa governare. Non è un fatto importante il tempo, tre settimane o tre mesi. Ma è chiaro che, senza una maggioranza, saremmo i primi ad andare dal presidente della Repubblica a chiedere, in un caso del tutto ipotetico che non vorremmo neppure considerare come opzione, che si torni a votare con Berlusconi, aprendo nuove consultazioni".