Elezioni a Bogliasco tra passato e futuro

In riferimento alla lettera di Gardella sulle elezioni comunali a Bogliasco, avrei alcuni commenti di fondo.
1) Astensionismo i numeri indicati... sono teorici in quanto il differenziale tra la media dell'astensionismo nelle elezioni comunali degli ultimi vent'anni era sul 25% contro il 31% del 28-29 maggio. Se poi facciamo un confronto con le ultime elezioni politiche dove l'astensionismo è stato più basso (circa il 18%) vediamo che il differenziale è del 13% e cioè nell'arco di due mesi ci sono stati oltre 400 non votanti in più.
2) Lista Peruzzi. Ho spiegato sabato scorso ad una coppia di amici residenti e votanti a Bogliasco ma domiciliati in Lomellina ed ad un'amica «single» nelle stesse condizioni ma domiciliata nel Cuneese la differenza tra la lista Peruzzi e la lista Fracas in quanto entrambe avevano la «mitica» parola Gente e creavano una certa confusione.
Ora se le persone sopracitate hanno trovato i simboli chiari dei partiti della Cdl per le elezioni politiche e non li hanno trovati nelle elezioni comunali... perché la lista Peruzzi voleva presentarsi come Civica e...si è mostrata timorosa ad esporre i simboli dei partiti cui facevano riferimento... beh ne traggano le conclusioni e ci spieghino come mai l'Unione non ha avuto dubbi a dire... a chi facevano riferimento.
3)Paralleli storico-politici da elettore ho visto un parallelo tra le carenze preparatorie da settembre 2005 (quando ci fu un interessante dibattito politico a San Bernardo) alla fase della campagna elettorale con la lista, allora a guida Dc, che poi perse le elezioni del 1983.
4)Conclusioni. Se è comprensibile l'amarezza di chi ha perso un'elezione, occorre evitare di colpevolizzare chi non ha compreso il nostro messaggio se non lo abbiamo spiegato con chiarezza non all'ultimo momento ma nell'ultimo anno. Mi auguro che comunque più che un rinnovamento di persone ci sia una seria autocritica per poi ripartire ed attrarre nuove risorse soprattutto giovani insieme a risorse di tutte le fasce d'età senza conflitti generazionali.