«Elezioni illegittime, si vede anche in Tv»

Paola Setti

Tutti a scervellarsi e poi la soluzione era lì, sotto gli occhi di tutti. L’ha mandata in onda persino la televisione, giorno e notte notte e giorno per settimane. Presidenti e scrutatori di seggio che invece di estrarre e registrare le schede elettorali una per volta rovesciavano il contenuto dell’urna e poi inziavano il conto dei voti, in una confusione da cerchio alla testa che però velocizza i tempi, in soccorso a sondaggisti e politici in suspence da responso. Insomma che ci dovevano pensare due attempati signori, beata pensione, a denunciare la «dignitosa sacralità del voto Popolare» incivilmente e sprezzantemente ribaltata. Su un tavolo, per la precisione, anzi su decine, centinaia, migliaia di tavoli nei seggi di tutta Italia.
Loro sono Paolo Badano l’ex sindaco di Sassello, fondatore e presidente del Movimento politico sindaci che sostiene i primi cittadini dei paesi più piccoli alle prese con nuove competenze spesso troppo grandi, e Luigi Mori, fra le altre cose giornalista pubblicista, consigliere nazionale della federazione italiana dei combattenti alleati e presidente dell’associazione partigiani cattolici. Hanno mandato un esposto alla Corte di Giustizia delle Comunità Europee in Lussemburgo, alla Corte Suprema di Cassazione in Roma, e per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma quale riconteggio, qui l’è tutto da rifare. Lo sarebbe da sessant’anni, e va bene, che lo spoglio va così da che Repubblica è Repubblica, ma «il diritto è diritto» dice Badano, e aggiunge Mori che questa volta, in presenza di un quasi pareggio «non sarebbe da accettare un risultato scaturito da una inosservanza diffusa delle normative aventi forza di legge». E cioè il Capitolo XXII delle «operazioni di scrutinio» per l’elezione di Senato e Camera, articoli 84-85 e 94-95. Insomma i manuali di istruzione dei seggi. Dicono che «il presidente, prima di dare inizio alle operazioni di scrutinio» deve agitare l’urna senza aprirla «affinché le schede possano opportunamente mescolarsi». E che poi «uno scrutatore, designato con sorteggio, estrae dall’urna ciascuna scheda e la consegna al presidente....È vietato estrarre dall’urna una scheda se quella precedentemente estratta non sia stata posta nella scatola, dopo spogliato il voto». E invece eccola lì, la «espressa volontà del Popolo sovrano», caoticamente ammassata su tavoli «visti non come Altari di Democrazia, ma come discariche improvvisate di residui cartacei».
Alzi la mano chi ha mai conteggiato le schede una per una e infatti Mori lancia una proposta a Silvio Berlusconi: affiggere in tutta Italia manifesti che, con lettera circolare del ministero dell’Interno, inviti i presidenti di seggio «a dichiarare sul loro onore» se abbiano rispettato la legge. Senza punizioni, confidando nella buonafede. Chi mentisse del resto sarebbe presto scoperto. Basta guardare l’ora di inizio e fine delle operazioni di spoglio: in poche ore le schede non si contano una alla volta. E chissà che Sassello non vinca la battaglia d’Italia.