Elezioni, il Pdl studia l'ipotesi della Lega da sola al Senato

La legge elettorale in vigore assegna in ogni regione il 55% dei seggi alla lista o
alla coalizione di liste con più voti. Prendendo come parametro il risultato elettorale del 2006,
il Pdl riuscirebbe ad ottenere il premio di maggioranza in Lombardia e in Veneto sia con la
Lega sia senza

Roma - Lega da sola al Senato per potere avere una solida maggioranza a palazzo Madama. Questa ipotesi, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, è allo studio degli stati maggiori del Pdl. La legge elettorale in vigore assegna infatti in ogni regione il 55% dei seggi alla lista o alla coalizione di liste con più voti. Prendendo come parametro il risultato elettorale del 2006, il Pdl riuscirebbe ad ottenere il premio di maggioranza in Lombardia e in Veneto sia con la Lega sia senza.

Se la Lega presentasse una propria lista senza apparentamenti, otterrebbe da sola circa sei seggi aggiuntivi nelle due regioni. Questo stratagemma avrebbe però alcune controindicazioni: 1) la Lega da sola significherebbe, in caso di vittoria, un Governo di coalizione con trattative continue a partire dalla formazione del Governo; 2) la Lega da sola darebbe qualche senatore in più a Berlusconi, ma Bossi nel 2006 non superò l’8% (necessario per accedere al riparto dei seggi senatoriali) in Piemonte (6,5%), Friuli Venezia Giulia (7,1%), Liguria (3,8%), Emilia Romagna (3,8%). In coalizione lo sbarramento per la Lega sarebbe solo al 3%; 3) la Lega potrebbe essere necessaria al Pdl per strappare la regione Liguria al Pd (il premio di maggioranza assegna 5 seggi liguri al Senato su 8).

Alla Camera l’apparentamento Pdl-Lega-Mpa è scontato perchè il premio di maggioranza è nazionale. Un discorso analogo a quello della Lega potrebbe essere fatto in Sicilia per il Senato con il Mpa, ma nel 2006 il Movimento di Lombardo ottenne al Senato solo il 4,1% (per superare lo sbarramento dell’8% servirebbe raddoppiare i voti).