Elezioni, Petruccioli vede troppa Cdl in tv

da Roma

Claudio Petruccioli orchestra il consueto balletto di cifre sulle presenze dei politici nei tg Rai. E, procedendo a un calcolo esclusivamente quantitativo, accusa l’informazione di essere squilibrata a favore del centrodestra, al contrario delle trasmissioni di approfondimento politico «rispettose alla virgola della par condicio».
Il presidente della Rai compila la sua lista di buoni e cattivi davanti al cda dell’azienda. E punta il dito contro i tg nei quali «il dato complessivo dice che alla Cdl è stato riservato un tempo nettamente maggiore rispetto a quello dell’Unione. Nel periodo 11 febbraio-23 marzo, alla Cdl è andato il 59,4% e all’Unione 35,9%». Petruccioli spiega che questo è il «tempo totale», mentre se si passa al «tempo presenza» la forbice tra i due poli si restringe. Ma «in questi dieci giorni dobbiamo intensificare vigilanza e sollecitazioni per evitare che questo divario cresca ulteriormente».
Le reazioni dei diretti interessati, ovvero dei direttori dei tg, mettono in luce alcuni particolari dimenticati dal numero uno di Viale Mazzini. «Nell’ultima settimana e i dati lo confermano, il rapporto tra i due schieramenti è nettamente a vantaggio della coalizione di centrosinistra sia nel prime time che nelle diverse edizioni della giornata» ribatte Clemente Mimun, direttore del Tg1. «Sarebbe auspicabile che in futuro la normativa tenesse conto di quanto appaia bizzarro attribuire ad An le dichiarazioni sull’aviaria del responsabile delle Politiche agricole o a Forza Italia le spiegazioni del ministro dell’Interno sulla scheda elettorale. Targare l’informazione di servizio è francamente incredibile». E anche gli esponenti del centrodestra mettono in luce alcune anomalie. «I dati dell’ultima settimana - attacca l’azzurro Antonio Leone - registrano una presenza debordante della coalizione di Prodi. Debordante visto che negli spazi accreditati alla Cdl si deve anche conteggiare l’informazione sull’attività del governo che nulla ha a che fare con la campagna elettorale. Un evidente squilibrio che il presidente Rai non vuole vedere». Alessio Butti di An, a sua volta, fa notare come il semplice conteggio dei minuti dedicati ai politici non restituisca un quadro esatto dell’orientamento dell’informazione. «Vogliamo forse dire che il tempo dedicato a Berlusconi o Fini dal Tg3 è tutto per celebrarne positivamente l’operato?» si chiede Butti. «Suvvia, un po’ di dignità anche nell’analizzare i dati».