Elezioni, Podestà lancia la sfida al malgoverno: «Penati parla di tutto e dimentica la Provincia»

Cinque anni fa vagheggiò di poter abolire il ticket sanitario. Peccato non potesse farlo. Già, lui era il candidato alla Provincia di Milano e non alla Regione Lombardia che, notoriamente, ha competenza sul voucher regionale.
Adesso, dopo aver (s)governato Palazzo Isimbardi, Filippo Penati, annuncia baldanzoso che, lui, «al Parlamento europeo non si candida». Che è la scoperta dell’acqua calda, «Strasburgo non consente che un proprio membro sia contemporaneamente presidente della Provincia ed europarlamentare» rivela Guido Podestà. «Proprio io» continua il candidato Pdl alla Provincia «quando ero vicepresidente del Parlamento europeo, feci una battaglia per evitare il doppio incarico». Insomma, «Penati di che parla? Sarebbe meglio che parlasse di quello che si fa o non si fa nell’amministrare la Provincia».
Suggerimento di troppo per l’inquilino di via Vivaio impegnato a firmare straordinari su straordinari ai dipendenti della Provincia: tentativo strumentale recuperare mesi perduti da chi guarda con preoccupazione al suo futuro. Già, «il Pdl non solo corre ma ha intenzione anche di vincere» osserva Podestà che, tra qualche giorno, sarà ufficialmente designato dal centrodestra alla guida di via Vivaio. Penati and company, chiosa Podestà, «hanno iniziato la corsa da molti mesi e dimostrano di avere molte risorse nel portafoglio, perché li vediamo acquistare spazi a tariffa commerciale e non elettorale». Sì, «beati loro che sono così ricchi» e che «acquistano spazi a tariffa commerciale e non elettorale».
Dettaglio non da poco, mentre si avvicina il 6 e il 7 giugno dove, aggiunge Podestà, non c’è in gioco «soltanto la mia campagna elettorale ma quella di molti candidati del centrodestra che andranno al voto nelle province e nelle città lombarde». Appuntamento vissuto «con grande serenità, andando avanti a lavorare» continua il coordinatore regionale Fi, anche se «ci sono ancora alcuni punti da considerare per arrivare a un equilibrio complessivo». Chiaro riferimento ai colloqui tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per trovare quella che il Senatur definisce la «quadra»: «Quadra che si troverà dopo il congresso di formazione del Pdl e il voto sul federalismo fiscale» aggiunge Podestà. Che «senza nessuna perdita di pazienza» attende l’investitura. Nell’attesa, Penati lo invita a un «confronto sui temi che interessano i cittadini». La replica? «Di obbligatorio c’è il rispetto dell’elettorato:ovvero non inseguire tematiche del tutto estranee rispetto alla responsabilità di chi governa la Provincia come fa Penati».