Elezioni, se la vera vittoria è ottenere la candidatura

Il sindaco di Alassio scrive a Berlusconi: «Basta con i soliti noti» I circoli della Libertà: «Primarie per le liste»

(...) che una volta eletti vivono la loro carica non come dovrebbe essere, cioè come una missione a favore dei cittadini del comprensorio o della regione che li ha eletti, ma con una sorta di autocelebrazione». E, chiarito subito che non intende riferirsi a Claudio Scajola, «che invece rappresenta un esempio per come ha saputo nel passato e nel presente essere vicino ai bisogni delle realtà locali e portare soluzioni e risorse su tutto il territorio ligure ed in particolare nell'estremo ponente», il sindaco di Alassio ricorda tutte le volte che la base azzurra è scesa in piazza per sostenere il leader, e punta il dito contro i «personaggi, più volte rieletti in Parlamento, che invece brillano per il totale disinteresse e la sconoscenza dei problemi del territorio, bravi solo a curare i loro interessi di bottega, che riescono addirittura a perdere le elezioni amministrative nella propria cittadina, nonostante una schiacciante maggioranza di elettori del centrodestra, oppure anziani soloni della politica che ormai hanno dato tutto quello che avevano alla causa, o addirittura personaggi importati da altre regioni per mere questioni elettive». Uno sfogo che arriva nel giorno in cui la direzione nazionale di Forza Italia smentisce ufficialmente le voci apparse sulle stampa secondo cui alcuni pezzi da novanta del partito, tra cui il senatore Alfredo Biondi, non sarebbero ricandidati. E proprio mentre Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Forza Italia, invita a non giungere a conclusioni premature. «Come naturale, dopo lo scioglimento delle Camere, è cominciata la campagna elettorale ed appare evidente che le maggiori curiosità si accentrino sulle alleanze, ma soprattutto sulle candidature - sottolinea Scandroglio -. Per quanto riguarda Forza Italia preferiremmo si parlasse di programmi, con particolare attenzione ai quattro temi che stanno più a cuore ai cittadini: difesa del potere di acquisto dei salari, lavoro-occupazione-sviluppo, tasse e sicurezza. È legittimo e comprensibile che il "toto candidature" sia lo sport attualmente preferito, ma questo è un tema che verrà trattato nel momento opportuno e nelle sedi di competenza, quali: coordinamenti provinciali, coordinamento regionale e comitato di presidenza. Con l'unico obiettivo di predisporre una lista competitiva e capace di rappresentare al meglio la Liguria». Liguria che peraltro tornerebbe a essere rappresentata da un ministro, con un ruolo chiave senz’altro riservato a Scajola.
Nella sua lettera aperta, in realtà Melgrati suggerisce un’alternativa alle riconferme d’ufficio. Forse un po’ in conflitto di interesse, ma chiara: «Abbiamo negli anni formato una classe politico-amministrativa di eccellenza costituita da assessori e consiglieri regionali, presidenti di Provincia, assessori e consiglieri provinciali, sindaci, assessori e consiglieri comunali, persone comunque vicine ai bisogni dei cittadini, capaci di costruire con le loro specificità, competenze, impegno e partecipazione quel consenso e quel successo di cui ora, con queste nuove elezioni, lei raccoglierà i frutti per guidare ancora una volta il Paese». La lettera aperta si chiude con la precisazione che lo sfogo non va considerato un ultimatum, visto che, assicura Melgrati, «comunque saranno scelti i candidati, caro presidente sappia che saremo al suo fianco, perché crediamo in lei come leader di un movimento vicino ai bisogni della gente, moderno, duttile e non ingessato su stereotipi populisti o popolar-comunisti».
Ma l’esternazione del sindaco di Alassio non è l’unico elemento di «vivacità» in vista della composizione delle liste elettorali. Sempre dal ponente ligure, e in particolare da Imperia, arriva la richiesta forte del presidente del comitato esecutivo dei Circoli della Libertà: Luca D’Amore chiede infatti a gran voce le «primarie» del centrodestra per l’individuazione dei candidati. In caso contrario, garantisce il presidente, «scenderemo in piazza, tra la gente». I posti a disposizione restano limitati. Almeno per il numero dei pretendenti.