Elezioni, si vota il 13 e 14 aprile

Sciolte le Camere. Napolitano: &quot;Decisione anomala, ma sofferta. Campagna elettorale all'insegna del dialogo&quot;. Ancora in dubbio l'election day. Prodi: &quot;Non mi candido. Le nomine? Insieme alla Cdl&quot;. Ma Guzzetta: &quot;Rinvio illegittimo,<a href="/a.pic1?ID=239439" target="_blank"><strong> ricorso alla Corte Costituzionale</strong></a>&quot;

Roma - Quindicesima legislatura al capolinea. Romano Prodi ha lasciato Palazzo Chigi poco prima delle 11,30 per recarsi al Quirinale. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere sancendo la fine della legislatura. Come previsto dalla prassi costituzionale, il decreto è stato controfirmato dal premier dimissionario. Rientrato a palazzo Chigi, il Professore ha presieduto una riunione del consiglio dei ministri per indire ufficialmente le elezioni: si voterà il 13-14 aprile.

Napolitano Il Capo dello Stato spiega tecnicamente le ragioni della sua scelta. "Una decisione obbligata - spiega Napolitano - non c'erano le condizioni per proseguire visto l’esito negativo degli sforzi che ho doverosamente compiuto, nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamenti e non senza conseguenze sulla governabilità del Paese. Mi rammarico per il mancato raggiungimento di una maggioranza per un'intesa minima sulla legge elettorale. Ora le forze politiche devono dimostrare senso di responsabilità. Il dialogo resta un’esigenza ineludibile per il futuro del Paese. Mi auguro che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima corrispondente a questa esigenza".

Prodi Si chiama fuori il premier dimissionario. Prima del consiglio dei ministri spiega: "Non mi candido alle prossime elezioni, ma spero in una campagna elettorale pacata nei toni e basata su un confronto costruttivo sul futuro del nostro Paese. Ho posto dei limiti automatici anche se non costituzionalmente previsti alla mia presenza in campagna elettorale, ma la mia adesione al Pd è piena e coerente e sosterrò il Pd nei suoi obiettivi politici. Non volevo questo esito, ho sostenuto il tentativo di Marini. Ora resto in carica, ma solo per l'ordinaria amministrazione". Un punto cruciale è quello delle nomine nelle società quotate: "Uno dei problemi che si pone sono le nomine delle società quotate il cui rinvio è un danno al Paese. Si cercherà di procedere con un accordo o quantomeno con un approfondito scambio con l’opposizione. Questa è la mia scelta proprio perché questo periodo pre elettorale sia affrontato nel modo più sereno possibile". Non frena su Alitalia: "La trattativa con Air France va avanti: è una cosa necessaria, che non ha mai affrontato nessuno". Poi si schiera per l'election day: "Accorperemo voto politico e amministrativo, per ridurre i costi. La Sicilia resterà autonoma".