Le elezioni fra video e spot

Dopo aver trattato il tema del web nella campagna elettorale USA prendiamo in considerazione un altro aspetto: i video

Dopo aver trattato il tema del web nella campagna elettorale USA (e non solo) prendiamo in considerazione un altro aspetto: i video. In USA gli spot televisivi elettorali sono regolamentati in modo molto diverso rispetto a quanto succede qui da noi.

Gli spettatori sono letteralmente bombardati dagli spot ad ogni ora del giorno: vengono schierati attori di hollywood, personaggi dello sport: una battaglia senza esclusione di colpi (e senza esclusione di colpi bassi).

Entrambi i candidati dedicano ampio spazio sui loro siti web ai video promozionali. Obama ha una sezione TV su BarackObama.com e un canale dedicato su YouTube.  McCain ha anche lui sul suo sito ufficiale una sezione dedicata agli spot tv, ma non dimentichiamoci, in questa era di condivisione e “user-generated-content” le migliaia di video caricati autonomamente dai sostenitori  di entrambi i candidati sulle diverse piattaforme di video sharing.

Questi video generano milioni (se non miliardi) di views in tutto il mondo. Un impatto che potrebbe essere decisivo ai fini delle elezioni.

Tutto questo materiale porta con se anche problemi di copyright, con annesse polemiche da parte dell’uno o dell’altro schieramento.

Recente ad esempio è la polemica circa la rimozione da parte dello staff di youtube di alcuni video pro-McCain: includevano materiale protetto da copyright (spezzoni di show televisivi: i proprietari dei diritti hanno fatto valere il DMCA), i repubblicani si sono lamentanti con YouTube (di proprietà di Google)  sottolineando la "sospetta" velocità con cui i video sono stati rimossi dalla rete.

Guardare questi spot, per noi che non siamo coinvolti direttamente in queste elezioni a volte fa un effetto strano: in alcuni casi vengono ripresi spezzoni dei discorsi dell’avversario per sottolinearne questa o quella scelta: gli attacchi personali si sprecano. Tutto più diretto di quanto succeda da noi solitamente.

Il finale poi... Un messaggio registrato, sempre uguale che recita: “I’m Barack Obama and I approve this message” (ovviamente esiste anche la versione McCain), talmente estraneo a quanto visto nei trenta secondi precedenti da sembrare quasi divertente.

Divertenti davvero invece sono le video-parodie presenti in massa anche loro sui siti di video-sharing. Il bersaglio preferito in questo periodo è Sarah Palin (la candidata vice-presidente per i repubblicani) con video che sbeffeggiano il suo passato di reginetta di bellezza, la sua passione per la caccia e la poca esperienza politica. Il magnate del cinema porno Larry Flint ha promesso adirittura un film hard con una sosia della Palin scatenando un mare di polemiche.

Manca poco alle elezioni di novembre, ma la campagna è ancora nel pieno... Staremo a vedere, anche su YouTube, come va a finire.

Francesco Napoletano | Napolux dello staff di Uni-Fi Srl