Elicotteri comprati senza gara La Corte Ue condanna l’Italia

I velivoli prodotti da Agusta destinati a usi civili e militari

da Milano

Infuria tra Bruxelles e il Lussemburgo la battaglia degli elicotteri, con l’Italia che subisce una sconfitta a causa di un verdetto della Corte di Giustizia, che ha condannato le procedure con le quali Roma sceglie i velivoli per le sue Forze Armate e le forze di polizia.
La sentenza non ha conseguenze dirette e immediate né per il governo italiano, né per AgustaWestland, la società di Finmeccanica che fornisce gli elicotteri in questione. Niente multe e tutti i contratti in essere continueranno ad essere validi. Ma in futuro la Commissione Europea richiederà che l’Italia proceda attraverso bandi di gara a selezionare gli elicotteri che non sono di chiaro ed esclusivo impiego militare, ma hanno anche applicazioni civili.
«Su di noi non ci sarà alcun impatto da un punto di vista pratico - ha commentato Pier Francesco Guarguaglini, amministratore delegato di Finmeccanica -. È una cosa abbastanza semplice che ci riguarda relativamente. Vorrà dire che in futuro l’Italia dovrà organizzare le gare di appalto e che noi vi parteciperemo. Ma sono convinto che sarà Agusta a vincere le gare».
La vicenda riguarda l’acquisizione di elicotteri destinati ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato e al Corpo Forestale. Si tratta degli AgustaWestland AW109N, dove la N sta per Nexus. L’elicottero è una versione speciale dell’AW109 sviluppata appositamente per rispondere ad un requisito del ministero degli Interni. Un requisito sottoposto a segreto perché comprende uno specifico sistema di comunicazioni protette che, per la prima volta, consentirà a tutti gli elicotteri delle forze di polizia di comunicare tra loro e tra tutti i centri di comando, in modo sicuro, mettendo anche fine alla precedente babele di sistemi e apparati. Una diretta conseguenza delle nuove esigenze di sicurezza interna dopo l’11 settembre.
Dato che il programma riguarda la sicurezza nazionale, l’Italia sostiene giustamente di non aver violato alcuna norma assegnando la commessa direttamente ad AgustaWestland, che ha sviluppato l’elicottero e lo sta consegnando ai corpi armati dello Stato.
L’oggetto del contendere riguarda le cosiddette tecnologie/sistemi duali, civili/militari: secondo la Commissione tutto quello che non è militare va sottoposto a gara. Gli Stati membri però non ci stanno. Non solo l’Italia. Nel campo degli elicotteri pratiche analoghe sono utilizzate in Francia, Germania, Spagna, Paesi che hanno una società elicotteristica di casa, nei casi in questione Eurocopter, gruppo EADS. Forse l’Italia dovrebbe solo imparare a giocare un po’ meglio le sue carte e ad adottare procedure che rispettino le forme e la lettera delle norme europee.
Una questione analoga si è verificata poco tempo fa a proposito dei prestiti di Stato per finanziare la ricerca nel settore aerospaziale: l’Italia è stata condannata a chiedere alle aziende che avevano beneficiato di tali prestiti la restituzione degli stessi e il pagamento di interessi di mercato, perché si trattava di tecnologie duali o civili e non militari e i prestiti agevolati sono considerati come distorsivi della concorrenza.