«Gli elicotteri Mangusta a Kabul?» Rifondazione mette all’angolo Parisi

«Mezzi d’attacco, il ministro della Difesa ci spieghi»

da Roma

«È vero che alle truppe italiane in Afghanistan saranno inviati elicotteri Mangusta, dotati di armi d'attacco, quindi in contrasto con i principi stessi che guidano la missione?». I senatori di Rifondazione comunista-Sinistra europea Giannini, Menapace, Martone e Del Roio hanno chiesto una risposta scritta alla domanda posta in un’interrogazione presentata al ministro della Difesa Arturo Parisi.
«Il 2 aprile - hanno scritto nel documento i senatori di Rifondazione - il Consiglio supremo di Difesa, presieduto dal presidente Napolitano, ha deciso di inviare rinforzi alle truppe italiane a Kabul, per dare seguito all'impegno assunto in Parlamento, per rafforzare le misure di protezione del contingente italiano e in previsione di un possibile non breve periodo di permanenza».
«Dopo la riunione - hanno scritto ancora i senatori - numerose indiscrezioni, non smentite dal ministero della Difesa, hanno annoverato, tra la dotazione in arrivo ai militari anche una squadra di cinque elicotteri da esplorazione e scorta A-129 Mangusta, in dotazione alla Brigata aeromobile Friuli. Tali elicotteri - specificano i firmatari dell’interrogazione - sono noti come "elicotteri d’attacco" e da combattimento, anticarro e multiruolo, armati di 8 missili Tow, quattro lanciagranate per razzi da 81 millimetri e un cannone Vulcan a tre canne rotanti da 20mm. Considerato che l'utilizzo di tali mezzi sarebbe in netto contrasto con le regole d'ingaggio del contingente italiano in Afghanistan, che non prevedono manovre d’attacco e che il presidente Napolitano ha ribadito a Riga che la presenza militare italiana non prevede una dubbia "esportazione di democrazia", chiediamo chiarimenti in merito al ministro della Difesa».