Elio e Roberta, i Mastella di Loano che tengono in pugno la Liguria

(...) Tutto papà, gli dicono sempre. E lui ringrazia. O al massimo ringhia se davanti si trova una Iena che sghignazza, perché gli vuole far notare che di papà Clemente Mastella non ha solo la faccia.
Lei è Roberta, lui è Elio. Innamoratissimi. Futuri sposi. La coppia dell’anno a Loano, solo perché a Ceppaloni hanno un po’ di concorrenza. Uniti ancora di più oggi che l’ex ministro della Giustizia è l’uomo politico più bersagliato ma anche (e ancora) il più temuto. Uniti da un unico fil rouge: sono quelli che la politica li ha cambiati. Soprattutto lei, la timida neo avvocatessa, che di colpo è diventata la primadonna (pardon, seconda, dopo donna Sandra) dell’Udeur, di cui è responsabile nazionale delle donne e presidente dei giovani. Tutto nel giro di un anno. Europee 2004: risultato non brillante in assoluto, ma splendido se paragonato al resto del Nord. E poi regionali 2005: la maestra di basket che mandava a canestro le ragazzine della Pallacanestro Loano, diventa consigliere regionale d’ufficio, senza passare per le urne. Clemente Mastella ha ottenuto un posto nel «listino» blindato (il gruppo di candidati che diventano consiglieri come premio di maggioranza in caso di vittoria) di ogni regione. E in Liguria ha scelto lei, Roberta Gasco, che assicura di aver conosciuto Elio solo nel 2006, nel corso di una festa a Ceppaloni per i trent’anni di attività politica di papà Clemente.
Perché a Ceppaloni anche quella diventa una ricorrenza mica da ridere. E Roberta sa trasformarsi, sa adeguarsi. Come il suo Elio. Ma Loano non è distante solo sulla cartina geografica, e così quando i due innamorati sono sulla Riviera ligure, praticamente quasi tutti i fine settimana prima della grana giudiziaria, sono discretissimi, quasi invisibili. Il massimo di mondanità che si concedono è una serata di beneficenza organizzata dalla bella Roberta, con Elio pronto a fare da ospite squisito e perfetto per gli invitati che arrivano al centro Loano 2.
Dolce nello sguardo e nell’animo, molti riconoscono alla consigliera però un caratterino da politica di razza che qualcuno ha osato già sfidare. Sia all’interno del partito, sia all’interno della coalizione. I risultati? Chiedere a Ubaldo Benvenuti ex Pci-Pds-Ds di lungo corso, che quando lei uscì dall’aula con la minoranza per non far passare la deaziendalizzazione dell’ospedale di Pietra Ligure le gridò: «Roberta, se esci da quella porta, sei fuori dalla maggioranza». O a Claudio Burlando, cui viene attribuita, nella riunione di maggioranza subito successiva, la frase: «Peccato finire la carriera politica a 30 anni per un ospedale». Le risposte? Un silenzio e una voltata di spalle nel primo caso. Un «tanto il lavoro io ce l’ho, e posso girare a testa alta tra la mia gente», nel secondo. Il sindaco di Cairo con un sms chiedeva «Gasco santa subito» visto quello che aveva fatto contro il centrosinistra per dare l’allarme e «salvare» il pronto soccorso di un’altro ospedale a rischio. E Roberta, per la cronaca, in maggioranza c’è ancora, semmai ne esce quando vuole lei. Tale e quale a «papà». A «papà» con le virgolette. «Papà» Clemente.