Elisa Claps, a Restivotrent'anni di carcere

Il corpo della ragazza, uccisa 18 anni fa, fu trovato solo a marzo 2010. La mamma di Elisa: "Chi sa pulisca la propria coscienza"

Trenta anni di reclusione a Danilo Restivo. Con questa sentenza si chiude oggi il processo con rito abbreviato per l'omicidio di Elisa Claps, la studentessa potentina che scomparve 18 anni fa e il cui corpo venne ritrovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza. L'omicida è già in carcere in Inghilterra per aver ucciso la sua vicina di casa, Heater Barnett.

Il gup Elisabetta Boccassini ha quindi accolto la richiesta dei pm Rosa Volpe e Luigi D’Alessio, La pena in ogni caso non rasserena la la famiglia Claps secondo cui ci sono altre responsabilità ancora da chiarire sulle modalità e i tempi di ritrovamento del corpo. Come parti civili, oltre alla famiglia, si sono costituite l'associazione Telefono donna e il Comune di Potenza.

La madre di Elisa si è appellata proprio oggi "a chi sa, a chi deve pulirsi la coscienza" e tira in ballo anche la Chiesa, da sempre coinvolta in questa vicenda: "Don Mimì Sabia non poteva essere l’unico prete in grado di sapere non ha potuto fare tutto da solo". L'avvocato della famiglia, Giuliana Scarpetta rincara la dose sostenendo che nel Restivo non avrà l’ergastolo "per colpa della Chiesa che, in questi 18 anni, ha permesso che siano stati prescritti i reati concorrenti".