Per Elitel incontro al ministero

da Milano

È guerra tra la Elitel e il gigante Telecom Italia. La piccola società di tlc già di proprietà del fondo Kiwi di Elserino Piol passata a febbraio a un gruppo di investitori costituito da Telvia e Vive la Vie pare ormai destinata al fallimento, ma non si arrende. L’operatività al momento è ridotta a zero dato che l’interconnessione con le linee telefoniche di Telecom resta chiusa perché la società non ha pagato i debiti: 106 milioni di euro. «In realtà - ha spiegato il nuovo presidente di Elitel Giorgio Fatarella - le cose non stanno proprio così. Prima di acquistare la società avevamo realizzato con la collaborazione di Telecom un piano di ristrutturazione del debito: di quei 106 milioni ne avremmo dovuto pagare solo 40 in 5 anni a partire dal 2008. Ovviamente però avremmo dovuto saldare ogni mese puntualmente quanto consumato dai nostri 250mila clienti. E così abbiamo fatto: da febbraio ad oggi abbiamo versato a Telecom circa 15 milioni di euro. Poi loro improvvisamente ci hanno mandato a maggio una lettera in cui preannunciavano il taglio delle linee se non avessimo pagato il debito pregresso. Una minaccia resa operativa il mese successivo». Diversa la versione dell’ex-monopolista. Telecom sostiene infatti (una verità suffragata anche dalla sentenza del 20 luglio del tribunale di Milano), che il debito accumulato dalla nuova gestione della piccola società di tlc sarebbe di circa 38 milioni di euro. E dunque quei circa 15 milioni ne coprivano una parte soltanto. L’ex-monopolista inoltre si dichiara indisponibile a fornire connettività a chi, secondo i suoi calcoli, non sarebbe in grado comunque di generare abbastanza utili per ripagare non solo i debiti ma anche le bollette correnti. Fatarella sostiene invece che Elitel è un’azienda sana e con i conti a posto avendo, a sua volta, tagliato le linee ai clienti insolventi e tenuto soltanto quelli in grado di pagare. «Ora la società è in utile e possiamo pagare - ha aggiunto Fatarella -. Sono rammaricato perché i nostri dipendenti, circa 300 diretti e altri 1.700 indiretti perderanno il lavoro». Elitel comunque attende il responso della Corte di appello e sarebbe anche pronta a denunciare l’ex-monopolista presso la procura di Roma per atti denigratori e a chiedere il sequestro della banca dati clienti di Telecom onde evitare che la società guidata da Riccardo Ruggiero possa fare offerte agli utenti Elitel che sono stati disattivati. Anche su questo fronte Telecom ha spiegato di essere obbligata dall’Authority a riconnettere tramite il codice 1033 i clienti Elitel che sono rimasti senza linea telefonica. Domani è previsto un incontro al ministero delle Attività produttive per cercare di risolvere l’intricata vicenda. La speranza di Fatarella è ora quella di poter ottenere l’amministrazione controllata.