Elizabeth Taylor, sessant'anni di cinema

Gremese pubblica un volume dedicato ai film della celebre attrice inglese che ebbe sette mariti e infiniti amanti, conquistò due Oscar come miglior attrice dopo aver esordito a soli 11 anni in «Torna a casa Lassie»

«Una lacuna colmata». Così Gianluigi Rondi, nella sua prefazione, presenta il nuovo volume «Elizabeth Taylor» (Gremese, pp.175, 27 euro) che effettivamente copre un vuoto presente nella saggistica italiana dedicata a una protagonista del cinema che ha attraversato una consistente porzione del Novecento. Alla celebre Liz sono state dedicate infatti pochissime biografie e questa, pubblicata da Gremese, è in realtà più che altro un panorama di tutta l'attività dell'attrice britannica. Dopo un iniziale profilo, cui segue una cronologia dei fatti che hanno caratterizzato la vita della Taylor, inizia l'ossatura centrale del libro caratterizzata da tutte le pellicole alle quali l'attrice ha preso parte concluso da un apparato di appendici che mette in luce le prestazioni per teatro e televisione oltre ai numerosi premi raccolti in una carriera tanto lunga quanto prestigiosa che inizia nel 1942 e si conclude nel 2001.
Due oscar (nel '61 per «Venere in visione» di Daniel Mann e nel '67 per «Chi ha paura di Virginia Woolf» di Mike Nichols), sette mariti dall'erede della nota catena alberghiera Conrad Nicholson Hilton, all'attore inglese Michael Wilding. Dal produttore Michael Todd cui toccò il beffardo destino di morire in un incidente aereo sul suo velivolo ribattezzato Liz contro i monti Taylor, a Eddie Fisher rubato alla migliore amica Debbie Reynolds. Per nominare Richard Burton incontrato sul set di «Cleopatra» con il quale l'attrice si sposò, si separò per poi risposarsi nuovamente. Una catena di scandali in un'epoca in cui Liz Taylor era l'icona della bellezza, del fascino, della ricchezza e della rottura di ogni regola. Per Montgomery Clift rimase l'unica donna della sua vita, conquistò i cuori di Rossano Brazzi e Rock Hudson.
Sarebbe riduttivo, quanto inutile ripercorre tutta la filmografia dell'attrice che si è cimentata nei generi più diversi fin da quando era bambina. Liz esordisce infatti a soli undici anni in «Torna a casa Lassie» poi diventato un cult per il genere dedicato ai più piccini. Da allora si sono accavallati film storici, drammatici, commedie e perfino i Flinstones, gli eroi dei fumetti di Hanna e Barbera. Oggi Elizabeth Taylor è un nome che dice poco alle generazioni anni Ottanta ma ha rappresentato uno dei volti più trasgressivi e importanti per aver attraversato cultura e società in anni di ripresa economica mondiale e quindi in un'epoca in cui i divi costituivano miti inarrivabili per gli spettatori e gli appassionati che ne sognavano le gesta e spesso ne imitavano il look immergendosi nei panni più diversi in cui scorgeva recitare l'attrice.