Elkann: «Ci serve un presidente a tempo pieno»

Grande Stevens lascia la carica amareggiato: «Siamo il Paese del Grande fratello». Tra i papabili alla successione Zoff e l’ex numero uno Boniperti

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

Lavori in corso in casa Agnelli per ridare un volto e un’immagine alla Juventus. E ieri lo scandalo delle intercettazioni ha riscaldato l’assemblea dell’Ifil, la holding che controlla il club. Si è così avuta conferma che Franzo Grande Stevens, consigliere Ifil e legale degli Agnelli, non sarà presidente dei bianconeri. «Abbiamo bisogno di un vertice che possa dedicare tutto il suo tempo alla Juventus - ha spiegato il vicepresidente della holding John Elkann - e Grande Stevens è già stato molto generoso, ma ne abbiamo bisogno per altro». Il nipote di Gianni Agnelli ha poi tracciato un identikit del successore: «Seguiamo un campione, una pista italiana». I nomi che circolano sono quelli di due ex: Dino Zoff e Giampiero Boniperti.
Ieri Grande Stevens, incalzato dai giornalisti, ha indossato la toga del difensore, respingendo le accuse alla Juventus ritenute non ancora provate («riteniamo che i bilanci siano verissimi; la giustizia dev’essere rapida, ma non sommaria») e bollando come violazione della privacy la pubblicazione delle intercettazioni. «Siamo diventati il Paese del “Grande fratello” - ha attaccato l’ex numero uno bianconero - firmiamo tanti moduli sulla privacy e poi pubblichiamo atti istruttori segreti». Una stoccata anche ai pm napoletani: «Mi domando qual è la competenza di quella Procura». Sul falso in bilancio, Grande Stevens è stato categorico: «Abbiamo tutti i controlli di questo mondo essendo la Juventus quotata in Borsa e non è risultato nulla. Finora non esiste alcuna prova, se poi emergessero comportamenti così subdoli da nascondere azioni dolose e scorrette si capisce che la società dovrà prendere precauzioni e iniziative nei confronti del management. Ma allo stato attuale non lo sanno nemmeno la Procura, i suoi consulenti e la Guardia di finanza».
L’avvocato degli Agnelli ha anche usato l’ironia parlando dell’ipotesi di sequestro di persona contestata all’ex direttore generale Luciano Moggi: «Davvero credete che chiudere un arbitro in uno stanzino sia un sequestro di persona? Mai visto un sequestro dove la vittima viene lasciata incustodita». Parole di elogio, invece, per Francesco Saverio Borrelli, l’ex capo della Procura milanese, che il commissario Guido Rossi ha voluto al vertice dell’ufficio indagini della Figc: «È una persona di primissimo ordine». Carlo Sant’Albano, amministratore delegato ad interim della Juventus, ha invece parlato dei rapporti con Fabio Capello. «Con lui - ha osservato - stiamo lavorando per affrontare una stagione in A», aggiungendo di «sperare molto» che il tecnico resti anche in caso di retrocessione.
Entro il 15 giugno, intanto, si conosceranno i nomi dei membri del nuovo cda che dovranno essere eletti dall’assemblea del 29. La Consob, infine, ha convocato i presidenti dei collegi sindacali e delle società di revisione delle società di calcio quotate (Juventus, Roma e Lazio). «Gli incontri sono già iniziati - ha detto il presidente Lamberto Cardia - e continueranno nei prossimi giorni».