Ma Elkann è tranquillo: «La crisi passerà»

nostro inviato a Rimini

È la «prima» di John Elkann al Meeting di Rimini. E il presidente della Fiat non vuole certo fare la figura dell’ospite distratto. Per vivere l’esperienza della kermesse riminese, chiede e ottiene di poter fare uno strappo al protocollo e arrivare alla Fiera un giorno prima. Il desiderio è quello di provare a entrare nel mondo dei giovani ciellini. Jeans chiari, polo carta da zucchero e Nike nere ai piedi, Jaki, accompagnato dal numero uno della Compagnia delle Opere Bernhard Scholz, gira per gli stand, visita la mostra sui 150 anni di sussidiarietà, si ferma allo spazio Fiat, davanti a una Cinquecento cabrio, si concede a un incontro riservato e fuori ordinanza con un gruppo di ragazzi, per poi fermarsi a cena con gli organizzatori.
Insomma se nell’agosto 2001 dal podio del Meeting il suo «biszio» Umberto Agnelli, allora presidente Ifil, fu ricordato per tre auspici - licenziamenti liberi, Ferrari e Juve in Borsa - oggi l’erede Fiat vuole ascoltare con attenzione prima di dire la sua nell’incontro dal titolo «Quali certezze in un mondo incerto». Un gruppo di ragazzi romani, vedendolo arrivare, fa partire un: «Ragazzi, venite, ce’ sta Agnelli». Subito accompagnato da un: «Chi, il presidente della Juve?». Lui non si scompone, evita una bambina che sfreccia sui roller-blades, acquista pure quattro biglietti della lotteria. Costano 20 euro, non ha spicci e glieli allungano dal suo staff. Dispensa sorrisi perfino di fronte al pressing dei giornalisti. La domanda d’obbligo è sulle pessime performance della Fiat nei dati di vendita estivi. Il presidente della casa torinese non sembra preoccupato. «Nel mercato dell’auto, come nelle Borse, stiamo vedendo reazioni che sono assolutamente normali quando si creano questi momenti di incertezza. Ma tutto questo passerà».
Duro con la Cgil che ha convocato per il 6 settembre uno sciopero generale contro la manovra: «Non è il momento di dividersi, ma di restare uniti per superare il difficile momento», risponde il giovane leader del Lingotto. Mostra di aver apprezzato il forte richiamo fatto da Napolitano all’unità nel Paese. Sulla manovra di Ferragosto Elkann non si sbilancia. «L’importante è tenere i conti sotto controllo, essere credibili e si è credibili se si mantengono gli impegni». Il contributo di solidarietà «è una opzione, è importante vedere come stanno facendo i principali Paesi europei». Sulla patrimoniale no comment, mentre sulle pensioni non ne farebbe «un problema generazionale».