Elkann, la prima volta da presidente: «La fusione di Ifi e Ifil non è nei piani»

Nel discorso ricordati i predecessori Marchionne: «Entro giugno alleanza Fiat»

nostro inviato a Torino

Il tour de force di assemblee del gruppo Agnelli si chiude oggi con la riunione dell’Accomandita, la vera cassaforte della famiglia che attraverso Ifi e poi Ifil controlla le varie partecipazioni, tra cui Fiat.
All’incontro saranno presenti almeno 50 dei 70 soci della società oltre - come ospiti - il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne («entro giugno ci sarà un’alleanza strategica con un partner da un mercato non emergente; in Europa l’Auto è sopra l’8% di quota», ha ribadito ieri il top manager da Bruxelles) e quello dell’Ifil, Carlo Sant’Albano.
Gli Agnelli, prima di discutere del bilancio dell’Accomandita, assisteranno a una presentazione in anteprima della nuova Fiat 500, delle altre novità in cantiere e saranno informati sulle tecnologie allo studio del gruppo. Ieri, intanto, il neopresidente dell’Ifi, John Elkann, ha guidato la sua prima assemblea. Emozionato, in abito blu, con a fianco Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, le due persone che gli hanno fatto da tutor, il giovane ha aperto l’assemblea ricordando chi lo ha preceduto (il senatore Agnelli che creò la finanziaria nel 1927, Giovanni Nasi, il nonno Gianni Agnelli e poi Umberto Agnelli, fino a Gianluigi Gabetti), «contribuendo a scrivere pagine fondamentali della storia di questa società». «Il mio primo impegno - ha aggiunto Elkann - sarà quello di lavorare con costanza e determinazione al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti, nella direzione tracciata da chi ha occupato questa posizione prima di me». Ma la prima dichiarazione ufficiale del neopresidente dell’Ifi arriva al termine dell’assemblea: «L’accorciamento della catena di controllo (la possibile fusione Ifi-Ifil, ndr) è stato studiato, ma non è nei nostri programmi», ha risposto Elkann ai giornalisti, smentendo le voci che periodicamente circolano in Borsa. Per l’Ifi, infine, il primo trimestre ha significato un utile consolidato di 54,2 milioni (l’incremento di 12,7 milioni, rispetto al 2006, deriva sostanzialmente dal maggior utile registrato nel periodo dalla controllata Ifil).
L’indebitamento al 31 marzo ammonta invece a 184,6 milioni (più 87,1 milioni sul dato di fine 2006) per effetto degli investimenti effettuati in azioni Ifil.