ELOGIO DI NOVELLINO. DA UN CRITICO DI NOVELLINO

Istruzioni per l’uso: in questo articolo si parla di Novellino, di Sampdoria, di Colombo, di varie ed eventuali blucerchiate. Ma lo sport c’entra davvero poco. Consiglio di leggere questa storia anche a chi non ha mai visto una partita di calcio, anche a chi non sa che si gioca in undici, persino al presidente Garrone che era convinto che Iuliano fosse un buon difensore straniero e che il mondo del calcio prendesse seriamente in considerazione le sue ripetute esternazioni sul tema «non gioco di qui e non gioco di là». Insomma, per leggere, non è necessario intendersi moltissimo di pallone.
Perchè, anche se i soggetti sono Novellino, la Sampdoria, Colombo e quant’altro, si parla di rapporti civili e di umanità. Si parla soprattutto di un Uomo: Novellino. E ne parlo anche e soprattutto per fatto personale. Walter è uno che, negli ultimi tempi, ho attaccato spesso e volentieri: non mi è piaciuto come ha messo la squadra a Milano, e l’ho detto; non mi è piaciuto come ha reagito alle critiche dopo la partita con l’Inter, e l’ho detto; non mi è piaciuto il fatto che, spesso, abbia evocato fattori extracalcistici per giustificare il difficile momento del Doria, che mi parevano simili a scuse. E credo che, indipendentemente dalla possibilità che la Samp si qualifichi per la Coppa Uefa, un ciclo sia finito. E ho detto e ripetuto che, quando finisce un ciclo, così come sono finiti quelli di Sacchi o Capello al Milan o di Trapattoni o Lippi alla Juve, o si cambia allenatore, o si cambia gran parte della squadra, o si cambiano allenatore e gran parte della squadra. E non ho cambiato di una virgola le mie idee. È l’abc del calcio, non dello scopone. E non è offensivo per nessuno dirlo e scriverlo. Poi, certo, si può non essere d’accordo. Ci mancherebbe altro.
Tutto questo per dire che, in questo momento - pur riconoscendogli i suoi straordinari meriti a Genova e non solo - io sarei un arcinemico di Novellino. Ma anche per dire che il mio arcinemico Novellino ieri mi ha chiamato, insieme all’addetto stampa Luca Lubrani - uno dei veri valori aggiunti di questa società - dimostrando grande stile, per darci atto di essere stati onesti nei confronti di Corrado Colombo e del suo difficile momento, riconoscendogli il suo impegno e la capacità di stringere i denti anche ricorrendo a infiltrazioni per giocare.
Ecco, Novellino ha chiamato gli arcinemici felice, quasi raggiante, per un suo ragazzo. Ed era sincerissimo, ed era umanissimo.
Credetemi, è bello avere a che fare - magari anche per litigarci - con Uomini. Walter lo è.