Eluana, anche il Senato contro i giudici

Palazzo Madama ha deciso di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte
costituzionale sul caso di Eluana Englaro. Da 16 anni la donna è in coma. La Corte d’Appello aveva autorizzato il padre a interrompere il trattamento che la tiene in vita

Roma - Il Senato ha deciso di sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale sul caso di Eluana Englaro, la donna che da 16 anni vive in coma vegetativo e per la quale la Corte d’Appello di Milano aveva autorizzato il padre a interrompere il trattamento che la tiene in vita. La decisione segue quella analoga assunta ieri della Camera.

L'iter giudiziario Secondo la sentenza della corte d’Appello civile di Milano del 9 luglio, a cui aveva aperto la strada una precedente pronuncia della Cassazione, il padre della ragazza, Beppino Englaro, avrebbe potuto chiedere ai medici di interrompere il trattamento che tiene in vita Eluana, oppure aspettare l’eventuale ricorso della procura generale. Quest’ultima ha depositato ieri il ricorso in Cassazione, in un atto che torna ad impedire alla famiglia di staccare la spina alle macchine che tengono in vita la donna, almeno finché la Suprema corte non si pronunci e la Consulta accetti eventualmente il conflitto di attribuzione.

La battaglia del padre Nelle ultime tre settimane il padre di Eluana non era riuscito a trovare una struttura sanitaria disposta a far morire la ragazza, tante erano state le pressioni politiche e della chiesa contrarie, come hanno detto ai media persone vicine alla famiglia. Per il Parlamento la magistratura, autorizzando la morte, ha compiuto una "invasione di campo", decidendo su una vicenda che riguarda un diritto protetto dalla Costituzione - la vita di una persona - e che non è ancora regolata da una legge. Non esiste infatti nell’ordinamento italiano una normativa sul testamento biologico che avrebbe potuto costituire una traccia per i giudici.