Eluana, clinica Udine: intimidazioni da Sacconi Torino, ragazza si sveglia da stato vegetativo

<p>
L'amministratore della clinica che si è detta disponibile a ospitare Eluana: &quot;Ricevute intimidazioni dal ministro&quot;. La Cassazione: &quot;L’atto di indirizzonon può
vanificare gli effetti della sentenza&quot;. L'arcivescovo di Udine: &quot;Forte sconcerto&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=315431">Torino: ragazza si sveglia dallo stato vegetativo</a></strong>
</p>

Roma - "Abbiamo ricevuto da un ministro della Repubblica intimidazioni che hanno cercato di colpire l’azienda nel suo interesse vitale, arrivando a minacciare la sospensione dell’attività in accreditamento con il Servizio sanitario nazionale": lo ha detto in serata Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica "Città di Udine", che ha ribadito la disponibilità ad ospitare Eluana Englaro durante il protocollo di distacco dall’alimentazione forzata. "L’Italia è veramente un Paese strano o alla deriva", ha spiegato Riccobon. "Una struttura sanitaria, su base volontaria ed in forma gratuita - ha aggiunto - si rende disponibile a dare applicazione ad un decreto di Corte d’Appello, ratificato dalla Corte di Cassazione, ormai inoppugnabile e definitivo, ed un ministro della Repubblica cosa fa? Lancia intimidazioni. Non ci sono parole per commentare un simile fatto - ha spiegato Riccobon -. Credo che un ministro debba comportarsi in maniera diversa, più adeguata al ruolo che gli è stato affidato da un governo".

La Cassazione contro Sacconi "L’atto di indirizzo emanato dal ministro del Welfare Sacconi è destinato solo alle strutture amministrative degli ospedali pubblici e privati e non può vanificare, in nessun modo, gli effetti di una sentenza esecutiva come quella con la quale la Corte d’appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino che alimenta Eluana Englaro". E' questo il parere espresso all’Ansa dal sostituto procuratore generale della Cassazione, Marcello Matera. Intanto i vertici della casa di cura 'Città di Udine' dove la ragazza, in stato vegetativo permanente da 17 anni, sarà trasportata, forse già questa sera, per il suo "ultimo viaggio", hanno fatto sapere che il "protocollo dell'accompagnamento" durerà circa due settimane e si concluderà con l'autopsia.

Il parere tecnico "Non c’è alcun dubbio: il provvedimento del ministro - aggiunge Matera, giurista di formazione cattolica che svolge funzioni requirenti nel settore civile della Suprema corte - non può interferire sulla esecutività della sentenza: adesso dipende dalle decisioni delle strutture cliniche dare ospitalità, o meno, alla famiglia Englaro. Il personale sanitario deciderà in base alla propria coscienza e al senso di responsabilità". Nel caso in cui nessuna struttura voglia accogliere Eluana" è teoricamente possibile - rileva Matera - il ricorso alla forza pubblica per ottenere l’esecuzione della sentenza, ma un passo del genere è affidato alla valutazione dei legali della famiglia Englaro".

Mirabelli: "Sacconi non contraddice la sentenza" L’ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli - in un’intervista al quotidiano online ilsussidiario.net - ritiene che non c’è contraddizione tra l’atto del ministro Sacconi e la sentenza della Cassazione. "Non si tratta di una direttiva che va ’contrò la sentenza della Cassazione, perchè - precisa Mirabelli - si pronuncia su una situazione che riguarda molte persone ed e rivolta alle strutture sanitarie, nel pieno esercizio di una competenza che il ministro ha". "La sentenza che riguarda Eluana - prosegue l’ex presidente della Consulta - autorizza il tutore ad attuare quella che è stata ritenuta, esattamente o meno, la volontà di Eluana. L’ atto di indirizzo e coordinamento si rivolge invece alle strutture sanitarie, che non sono le destinatarie del provvedimento, dal momento che la sentenza non le obbliga a cooperare a quella richiesta". L’ex presidente della Corte Costituzionaleo crede che "questo atto, che legittimamente, per quanto riguarda le competenze il ministro ha compiuto, ha una sua efficacia e quindi se qualcuno ritiene che ci sia la lesione di un diritto o una illegittimità può rivolgersi alle sedi giudiziarie competenti". E conclude: "L’atto, nello stato in cui si trova, è valido ed efficace".

Il Papa: "Sempre sbagliato togliere la vita"  I "responsabili politici, il cui grave dovere è servire il bene dell’uomo, così come i medici e le famiglie, devono ricordare che ’la decisione deliberata di privare un essere umano innocente della sua vita è sempre sbagliata dal punto di vista morale e non può mai essere lecita": così il Papa al nuovo ambasciatore del Lussemburgo presso la Santa Sede. Benedetto XVI ha espresso la sua "vivissima preoccupazione" per il testo di legge sull’eutanasia in discussione nel parlamento del Granducato. 

Lo sconcerto dell'arcivescovo di Udine "Ciò che sconcerta è la presa di posizione del presidente della Regione che con le sue affermazioni ha spianato la strada alla soluzione del caso Englaro nella clinica di Udine". È quanto ha affermato l’arcivescovo di Udine, monsignor Pietro Brollo, in riferimento ha quanto affermato dal Presidente della Regione, Renzo Tondo, il quale aveva rilevato che l’atto di indirizzo del ministro del Welfare Maurizio Sacconi non poteva riguardare il Friuli dove il bilancio della sanità è esclusivamente regionale senza contributi statali. "In un primo tempo - ha detto mons. Brollo - il Presidente si era astenuto dall’intervenire, successivamente ha precisato che la situazione della sanità in Friuli Venezia Giulia è svincolata dal Servizio sanitario nazionale per cui chi fa le convenzioni con le cliniche private è la Regione da cui dipende interamente il bilancio della sanità. Ha detto solo questo ma è bastato a spianare la strada alla soluzione della vicenda".

Il protocollo dell'accompagnamento Il protocollo assistenziale di distacco dall’alimentazione artificiale di Eluana Englaro avrà una durata di circa 15 giorni. E alla fine è prevista l’autopsia. L’equipe medica, "20-25 persone perché - ha detto Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica - ci sono da organizzare anche i turni", seguirà Eluana 24 ore su 24. L’equipe sarà guidata dal primario udinese di rianimazione, Amato de Monte. Il protocollo legale è intitolato "Attuazione del decreto della Corte d’Appello di Milano riguardante la volontà di Eluana Englaro". Fissa competenze, ruoli e responsabilità e indica i passaggi necessari per attuare la sentenza di luglio della Corte d’appello di Milano che autorizza l’interruzione dell’ alimentazione artificiale. Il protocollo - messo a punto dai legali della famiglia Englaro - è stato firmato a Udine dal papà di Eluana, dal primario De Monte e dall’Ad della clinica 'Città di Udine'.