Eluana, la Corte Ue boccia il ricorso delle associazioni

La Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo ha giudicato "irricevibile" il reclamo presentato dalle associazioni italiane contro la sentenza della Corte d'Appello di Mialno che consente di staccare il sondino alla donna di Lecco

Strasburgo - La Corte europea per i diritti dell’uomo ha respinto, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d’appello di Milano sul caso di Eluana Englaro. Nella decisione resa nota oggi la Corte osserva tra l’altro che "i ricorrenti non hanno alcun legame diretto" con Eluana. Inoltre, il procedimento giudiziario di cui "criticano il risultato e temono le conseguenze, non li tocca direttamente" perché la decisione della Corte d’appello di Milano del 28 giugno scorso riguarda "solo le parti direttamente coinvolte e i fatti oggetto" della sentenza. Il giudizio di "irricevibilità" emesso oggi dalla Corte di Strasburgo - si legge in una nota diffusa dalla stessa Corte - riguarda i ricorsi presentati tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre da rappresentanti di persone gravemente handicappate, un’associazione di difesa dei diritti dell’uomo, medici e avvocati. Tra quelli respinti figura anche il ricorso numero 55185/08 al quale la Corte di Strasburgo aveva rifiutato, lo scorso 20 novembre, l’applicazione della cosiddetta regola 39, ovvero la procedura d’urgenza.

Il Vaticano contrario "L’uomo non può decidere sulla vita di una persona". Questo è un fatto oggettivo e "ammazzare un innocente è qualcosa di totalmente negativo". Parola del cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, una sorta di ministro della Salute, commentando la decisione della Corte di Strasburgo di respingere il ricorso di alcune associazioni sul caso di Eluana. "La settimana scorsa il ministro Sacconi ha fatto una circolare dicendo che non si deve staccare la spina - prosegue Barragan - la bontà o la malignità di una azione non dipende da quello che un uomo o una collettività decidono, ma da una realtà oggettiva, e la realtà oggettiva è la vita". Per il porporato "hanno fatto bene le associazioni a presentare il ricorso, volendo far applicare il quinto comandamento, che è 'non uccidere'. Ammazzare un innocente è qualcosa di totalmente negativo. Un'azione è buona o cattiva secondo la sua oggettività - conclude il ministro vaticano - non secondo la decisione di chicchessia, ma sulla base dell’oggettività".