Eluana, giudici di Milano: si applichino sentenze

La corte d’appello civile di Milano
che è stata chiamata a decidere sul caso di Eluana Englaro, "non ha
invaso territori altrui". È un passaggio della relazione del presidente
della corte d’appello di Milano, Vittorio Grechi. Borrelli: &quot;Non è detto che una legge in materia sia auspicabile&quot;<br />

Milano - Nella vicenda di Eluana Englaro i giudici non hanno invaso territori altrui. Lo dice il presidente della corte d’Appello di Milano Giuseppe Grechi nel discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario. "La Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione e la Corte Europea dei diritti dell’uomo hanno già confermato la correttezza dell’operato della Corte d’Appello che non ha invaso territori altri. In uno Stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta per quanto nuova o difficile che sia la domanda che gli viene rivolta e che deve mantenere un atteggiamento di genuina umiltà ed un costante ancoraggio ai principi della Costituzione".

Grechi: giudice deve dare risposta
"In uno stato di diritto il giudice non può rifiutare una risposta per quanto nuova o difficile sia la domanda di giustizia che gli viene rivolta". È dedicato a Eluana Elglaro uno dei passaggi della relazione del presidente della corte d’appello Giuseppe Grechi alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in corso oggi a Milano. Grechi ha affermato che la vicenda non può essere elusa e che nel corso del 2008, ha ricordato, la corte d’appello è stata nuovamente "chiamata a decidere sul drammatico caso" della donna di Lecco in stato vegetativo permanente da ormai più di 17 anni. Il presidente della corte d’appello, ritenendo che quella odierna non è la sede per entrare nel merito di complesse questioni giuridiche, ha sottolineato che "la corte costituzionale, la corte di cassazione e la corte europea dei diritti dell’uomo hanno già confermato la correttezza dell’operato della corte (la corte d’appello, ndr), che - all’ evidenza - non ha invaso territori altrui". E nel ribadire che in uno stato di diritto il giudice deve dare una risposta anche se la domanda di giustizia "è nuova e difficile" aggiunge che "per altro verso, nel cercare risposta, deve mantenere un atteggiamento di genuina umiltà e un costante ancoraggio ai principi della Costituzione".

Borrelli: "Non è detto che sia aupicabile una legge" "Non è detto che una legge in questa materia sia auspicabile". Lo ha detto l’ex procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, al termine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario milanese in riferimento al caso di Eluana Englaro. "Una legge - ha sottolineato Borrelli - può irrigidire un qualcosa che è invece affidato alla sensibilità, all’etica, alla sensibilità psicologica e, se vogliamo dire, all’amore per il prossimo che è proprio di chi è più vicino al malato e dell’operatore sanitario che gestisce la situazione". Borrelli ha ribadito che una legge in materia, in questo caso di tratterebbe del testamento biologico, "finirebbe con l’irrigidire, il cristallizzare e a costringere".