Eluana, l’addio di Milano Messe, rosari e veglie E un maxi graffito di Bros

Quando l’hanno scosso nel suo angolo in quell’atrio della stazione Centrale chiedendogli se si sentisse poco bene ha borbottato qualcosa in tono scontroso. Ma gli agenti della Polfer hanno insistito e nonostante i suoi rifiuti l’hanno quasi caricato di forza in un’ambulanza, ma all’arrivo in ospedale il clochard era già morto. Ed è già l’ottavo caso da inizio anno.
Ieri verso le 7 una passeggera aveva notato il senzatetto respirare con difficoltà, appoggiato in un angolo della galleria principale e aveva avvertito il personale della polizia ferroviaria. Un paio di agenti sono andati a scuoterlo, ricevendo però solo dei confusi borbottii. Era comunque evidente come l’uomo non stesse bene e hanno insistito.
Niente da fare, il clochard continuava a respingere testardamente ogni offerta d’aiuto fino a quando i poliziotti hanno capito che le sue condizioni erano davvero gravi e hanno chiamato il 118. Un’ambulanza ha portato l’uomo al Fatebenefratelli, ma il senzatetto ha cessato di vivere non appena entrato in pronto soccorso. Stroncato, con ogni probabilità, da una vita di stenti e sofferenze passata su chissà quali e quanti marciapiedi e stazioni.
Sono subito iniziati gli accertamenti per identificare la vittima in quanto, addosso, non aveva alcun tipo di documento o corrispondenza. Di sicuro si sa solo che era avanti con gli anni, forse 60, forse 70 anni, ma la strada consuma in fretta, e con ogni probabilità era italiano. Una morte che alimenta nuove polemiche in merito alle politiche sociali del Comune che non farebbe abbastanza per questi soggetti. Scordandosi come spesso sia estremamente difficile aiutare questi soggetti. E l’ostinato rifiuto di un aiuto da parte dell’ultima vittima lo dimostra.