Eluana, la procura non convalida il sequestro delle foto

La procura di Trieste non ha convalidato il
sequestro delle foto scattate a Eluana durante il suo
ricovero alla casa di riposo. Il magistrato ha anche
provveduto a disporre la restituzione del materiale fotografico

Trieste - Il sostituto procuratore della Repubblica di Trieste, Federico Frezza, non ha convalidato il sequestro delle foto scattate a Eluana Englaro durante il suo ricovero alla casa di riposo 'La Quiete'. Il magistrato ha anche provveduto a disporre la restituzione del materiale fotografico a Francesco Bruni, il fotogiornalista le cui immagini erano state acquisite dai carabinieri di Udine.

La decisione della procura Le foto di Eluana, circa una settantina, erano state richieste dagli uomini dell’Arma a seguito di un provvedimento di sequestro probatorio su iniziativa della polizia giudiziaria proprio in relazione alle indagini dei Carabinieri sulla presunta violazione del protocollo medico sull’interruzione dell’idratazione e alimentazione forzata. Secondo la Procura di Trieste il reato contestato dai carabinieri, la violazione dell’articolo 650 del codice penale, non sussisterebbe. Con questa decisione il pm conferma quanto già sottolineato dal legale della famiglia Englaro, avvocato Giuseppe Campeis e dallo stesso Beppino Englaro, ovvero la possibilità per il padre di Eluana, in qualità di tutore, di poter decidere per la tutela della privacy della figlia e la possibilità di derogare al divieto previsti nel protocollo.

Il legale: "Decisione coerente" La decisione della Procura della Repubblica di Trieste di non convalidare il sequestro delle foto di Eluana è "un’applicazione corretta delle norme ed è coerente con i documenti e con il diritto". L’avvocato Giuseppe Campeis, uno dei legali che assiste la famiglia Englaro, spiega che "non vi è alcun ordine dell’autorità" e, pertanto, "non vi può essere alcuna inosservanza di un ordine che non esiste". "Il protocollo è un atto stipulato fra privati, Beppino Englaro e l’associazione 'Per Eluana' - spiega - è un rapporto negoziale frutto di autonomia privata, nel quale ci sono delle misure a tutela della riservatezza di Eluana, garantita da Beppino Englaro che ha disposto le foto per ragioni di attestazione e prova della situazione in quel momento". "Di quelle foto - conclude Campeis - Beppino Englaro è l’unico che può disporre e lui non intende assolutamente che vengano pubblicate in alcuna maniera".