Eluana trasferita nella clinica di Udine E' iniziato il viaggio verso la morte

Il padre ha chiesto il permesso per portarla via dalla clinica di Lecco
dov’è ricoverata. Nella notte il trasferimento a "La Quiete". Léquipe che darà corso all'interruzione del trattamento vitale si costituirà in un'associazione. Striscioni, rosari e proteste per dire "no" al trasferimento

Questa mattina, forse, Eluana troverà la «quiete» che suo padre sta cercando per lei da 17 anni. Ieri sera alle 21.30 l’annuncio di Beppino Englaro: «Probabilmente in nottata Eluana Englaro sarà trasferita dalla clinica di Lecco alla struttura residenziale “La Quiete” di Udine».
Nella notte in attesa dell’ambulanza per trasferire Eluana, un gruppo di aderenti al Centro di Aiuto alla Vita di Lecco ha recitato un rosario fuori dalla clinica Beato Luigi Talamoni ed esposto alcuni striscioni contro l’eutanasia. Al gruppo si sono uniti l’assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli e l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Lecco, Angela Fortino.

Se tutto procede come previsto, Eluana, dall’alba di oggi, dovrebbe già trovarsi nella casa di cura del capoluogo friulano. Diciassette anni in bilico tra la vita e la morte: Eluana il 18 gennaio 1992, dopo un incidente d’auto, entrò in uno stato vegetativo da cui non è mai più uscita.

Ieri le parole del neurologo Carlo Alberto Defanti, che da anni segue il caso, facevano capire che il trasferimento era ormai questione di ore: «Dalla casa di cura di Udine è arrivata la conferma. Lì c’è un letto che l’attende». Il professor Defanti ha spiegato che il protocollo è lo stesso messo a punto un mese fa quando Eluana avrebbe dovuto essere accolta nella clinica “Città di Udine”: «Il sondino non verrà staccato e per i primi tre giorni si continuerà a nutrirla artificialmente, per permettere al personale di verificare la situazione. Dopodiché, senza staccare il sondino, verrà sospesa l’alimentazione». Inoltre l’équipe che darà corso all’interruzione del trattamento vitale si costituirà in una associazione per meglio regolare i rapporti giuridici con la struttura che ospiterà Eluana. Sembra così essere arrivata a una svolta decisiva la «gara» tra le regioni (Friuli Venezia Giulia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte) che si erano dette disponibili a staccare la spina di Eluana.

Attesa per oggi anche la reazione del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Roma dopo una denuncia dei radicali. A Sacconi viene contestato un «atto di indirizzo per le Regioni» che, in pratica, impedisce in tutte le strutture del Sistema sanitario nazionale la sospensione dei trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale ai pazienti in stato vegetativo, definendo tale ipotesi «illegale». È proprio tale provvedimento che fece recedere la clinica “Città di Udine” dalla disponibilità inizialmente espressa ad accogliere Eluana, per la quale la Corte di appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino per l’alimentazione artificiale.

Qualche giorno fa il distretto sanitario di Udine aveva dato parere favorevole alla domanda presentata dalla famiglia Englaro per il ricovero di Eluana in una delle strutture di sua competenza. La scelta è caduta sulla casa di riposo udinese “La Quiete” i cui responsabili - almeno fino all’altroieri - continuavano ad avere un atteggiamento assai prudente: «Da parte nostra non abbiamo ancora dato il via libera all’attuazione della sentenza di sospensione del trattamento di alimentazione-idratazione artificiale».