Emergency assiste i feriti, Strada sostiene i tiranni

In riferimento all’articolo a pagina 8 (richiamato in prima pagina) de il Giornale del 18 luglio 2008, Gino Strada in Darfur difende l’aguzzino a firma , ci preme puntualizzare quanto segue.
Emergency è un’associazione indipendente e neutrale che offre assistenza gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre e della povertà, chiunque esse siano e da qualunque Paese o zona geografica provengano. In Sudan Emergency gestisce da quattro anni un programma umanitario che contempla anche interventi in Darfur o a favore della popolazione di tale regione. Nel 2005 Emergency ha costruito un blocco chirurgico, con due sale operatorie e sterilizzazione, e una corsia nell’ospedale universitario di Al Fashir, il principale centro chirurgico dello Stato del Nord Darfur, con un bacino d’utenza di circa 250mila persone. Il centro è stato consegnato alle autorità sanitarie locali completamente equipaggiato e con una fornitura di materiale medico di consumo per sei mesi. Emergency ha inoltre provveduto alla sistemazione delle fosse settiche e all’approvvigionamento dell’acqua per tutto l’ospedale.
Dal dicembre 2005 è attivo un centro pediatrico nel campo profughi di Mayo, uno dei quattro principali campi che circondano Khartum e che accolgono un numero imprecisato di profughi interni (circa 2,5 milioni), fuggiti dalle zone devastate dalle guerre civili nel Sud Sudan e in Darfur. In due anni e mezzo Emergency ha curato oltre 48mila bambini, in gran parte provenienti da tali regioni.
Proprio in questi giorni, infine, tecnici di Emergency sono a Nyala, capitale del Sud del Darfur, per identificare il sito dove sorgerà un centro pediatrico che curerà 25mila bambini l’anno. La struttura farà parte della rete sanitaria che Emergency realizzerà attorno al centro «Salam» di cardiochirurgia di Khartum, in Sudan e nei Paesi confinanti (un centro pediatrico è in costruzione a Bangui, nella Repubblica Centrafricana).
Dei 904 pazienti sinora ricoverati nel centro «Salam» (in arabo «pace», l’obiettivo per il quale, anche in Sudan, lavora l’associazione, oltre a fornire assistenza ai pazienti), il 6,75 per cento proviene dal Darfur. Rispetto ai 26 Stati del Sudan (e agli altri dieci Paesi dai quali provengono i pazienti curati), tale percentuale è già di per sé sola estremamente significativa del lavoro che Emergency e il dottor Gino Strada svolgono anche - e non solo - a favore della popolazione del Darfur: dalla parte di nessun carnefice, ma sempre e solo delle vittime della guerra e della povertà nei Paesi nei quali Emergency e il suo direttore esecutivo, il dottor Strada, sono impegnati a intervenire.
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La lettera è fuori tema. Io e la legge sulla stampa, c'entriamo come cavoli a merenda. Nell'articoletto, neppure ho sfiorato l'argomento dell'efficienza di Emergency in Sudan su cui si diffonde la stizzosa replica avvocatesca. Ho solo osservato che anziché aprire l'ospedale nel Darfur, Gino Strada lo ha fatto a Khartum, la capitale dove si pianifica lo sterminio. Ho poi detto che Strada nega il genocidio dei Fur definendolo «un’invenzione totale». Ho accennato infine ai suoi legami col presidente Bashir che il procuratore dell’Aia, Ocampo, accusa di crimini contro l'umanità. La consonanza tra i due è stata riconfermata nei giorni scorsi. Dopo la richiesta di arresto di Bashir, Strada lo ha difeso ribadendo che in Darfur c'è una guerra tribale senza mandanti e senza stermini. Sono le sole cose che ho scritto.
Ma la «rettifica» le ignora, osando pure di alzare i toni.
La pubblichiamo per pura generosità, in omaggio alle qualità più vere del dottor Strada, che non sono gli sproloqui suoi o dei legali, ma la sua abnegazione di medico.