Emergency, i tre arrestati oggi a Kabul

I tre cooperanti italiani arrestati in Afghanistan sono stati trasferiti dal carcere nella provincia di Helmand a Kabul. L'obiettivo: si punta al rilascio di Pagani domani e agli arresti domiciliari per gli altri due. <strong><a href="/interni/i_tre_arrestati_oggi_kabul_strada_soffia_polemica/16-04-2010/articolo-id=437928-page=0-comments=1">Il fondatore dell'Ong: &quot;Sarebbero già liberi se fossero stati americani&quot;</a></strong>

Kabul - Il rappresentante delle Nazioni Unite in Afghanistan, Staffan de Mistura, ha chiesto una rapida inchiesta sulla vicenda dei tre operatori italiani di Emergency, arrestati dalle forze di sicurezza afgane con l’accusa di avere partecipato a un presunto complotto per l’uccisione del governatore della provincia di Helmand. Intanto l’inviato speciale della Farnesina ha comunicato che i tre medici italiani di Emergency sotto fermo di polizia sono stati trasferiti da Helmand a Kabul dove potranno, nella giornata di domani, essere visitati dall’inviato speciale del ministro e dall’ambasciatore italiano a Kabul, Claudio Glaentzer. Intanto il portavoce presidenziale Waheed Omar ha fatto sapere che la missiva di Berlusconi "è ora nelle mani di Karzai".

Il monito dell'Onu Il rappresentante delle Onu in Afghanistan ha chiesto una rapida inchiesta sulla vicenda dei tre operatori italiani di Emergency, arrestati dalle forze di sicurezza afgane con l’accusa di avere partecipato a un presunto complotto per l’uccisione del governatore della provincia di Helmand. De Mistura ha manifestato la speranza che gli arresti siano stati compiuti sulla base di "un grave fraintendimento" ed ha chiesto il rispetto dei loro diritti legali. "Spero che questi arresti siano dovuti solo a un serio fraintendimento", ha detto De Mistura in un comunicato distribuito alla stampa. "Gli operatori sanitari internazionali in posti come Helmand mettono a rischio le loro vite per curare tutti coloro che chiedono aiuto", ha ricordato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite a Kabul.

Le accuse L’Italia, aveva spiegato ieri il ministro Frattini, vuole avere una "risposta completa e urgente» sul caso dei tre operatori di Emergency arrestati lo scorso sabato nell’ospedale della Ong a Lashkar Gah, nella provincia meridionale di Helmand, e per questo Berlusconi ha inviato una lettera al presidente afgano Karzai. Matteo Pagani, Marco Garatti e Matteo Dall’Aira sono stati "accusati di detenzione consapevole di esplosivi e di armi da guerra", e di "essere coinvolti in un complotto in due fasi" che prevedeva in una prima fase l’esecuzione di un attentato contro civili e in una seconda fase un attentato suicida contro il governatore provinciale di Helmand, durante una visita organizzata nell’ospedale di Emergency. I tre non sono stati formalmente "incriminati" ha precisato il ministro, che si è detto "non soddisfatto" delle risposte finora avute dalle autorità afgane.

Monito della Farnesina a Strada "Frasi e comunicazioni come quelle attribuite, da ultimo, a Gino Strada sarebbero da evitare nell’interesse dei connazionali la cui tutela è assoluta priorità del Governo italiano". E' quanto si legge in una nota della Farnesina in cui si ribadisce che "continua l’intensa azione diplomatica del Governo italiano, sostenuta dall’Onu, dall’Unione Europea, dai partners Isaf, perché i diritti dei tre connazionali arrestati siano pienamente garantiti". E si conferma che i tre connazionali si trovano a Kabul e che domani in mattinata riceveranno la visita dell’ambasciatore d’Italia e dell’inviato speciale per l’Afghanistan, Ambasciatore Iannucci, nel luogo di attuale custodia.