Emergency lascia l'Afghanistan. Nuove accuse al governo Karzai

Gli operatori umanitari sono partiti. A Kabul si sono svolti i funerali dell'interprete decapitato. Lettera di Prodi ai familiari: fatto il possibile

Ormai è «guerra» aperta fra il governo di Kabul ed Emergency, che ieri ha ritirato il personale italiano e internazionale dall’Afghanistan. «Non vorremmo affatto che questa partenza fosse un addio definitivo. I 40 appartenenti a Emergency, personale sanitario e tecnici, non sono partiti per una forma di protesta ma per ragioni di sicurezza », ha spiegato il vicepresidente dell’organizzazione umanitaria, Carlo Garbagnati. Da Emergency ci tengono a sottolineare che non si tratta di «una ritorsione», né di «uno strumento di pressione» ma risulta chiaro che l’Ong e il suo fondatore, Gino Strada, sono ai ferri corti con le autorità afghane. Il braccio di ferro riguarda i servizi segreti di Kabul, che dal giorno dopo la liberazione di Daniele Mastrogiacomo tengono in custodia Rahmatullah Hanefi, il capo del personale dell’ospedale di Emergency di Lashkaragah, che ha mediato nel sequestro. Amrullah Saleh, il capo dell’intelligence afghana, accusa Hanefi di collusione con i talebani. I servizi lo avevano già detto al Giornale a finemarzo. In un’intervista al Corriere della sera Saleh ha spiegato che Emergency «non è una vera organizzazione umanitaria, ma un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaida in Afghanistan».

L’ong di Strada è passata al contrattacco. Da giorni erano stati convocati a Kabul tutti gli operatori italiani e internazionali che lavorano in Afghanistan. La decisione era nell’aria e ieri mattina si sono imbarcati su un volo dell’Onu diretto a Dubai 33 sanitari e 7 tecnici. Per Emergency «il governo afghano sta ricorrendo a ogni mezzo per farci lasciare l'Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione di Rahmatullah Hanefi». I tre ospedali di Anabah, Kabul e Lashkargah e i centri di primo soccorso continueranno a funzionare, ma con il solo personale afghano.

L’Ong ammette che si rischia una diminuzione dell’attività, perché il personale locale non è ancora pronto a utilizzare a pieno ritmo gli strumenti.ADubai i 40 diEmergency resteranno due o tre giorni. Probabilmente verranno raggiunti dallo stesso Strada per decidere cosa fare. Le ipotesi sono rientrare in Italia, venire impiegati in un altro paese oppure rientrare, almeno in parte, in Afghanistan. Il corpo di Adjmal Naqshbandi, l'interprete di Daniele Mastrogiacomo decapitato il giorno di Pasqua dai talebani, è stato sepolto ieri a Kabul, dopo una cerimonia funebre alla quale hanno partecipato centinaia di persone. La salma è arrivata da Kandahar a bordo di un velivolo militare. «Hanno ucciso mio figlio,ma era innocente» ha detto Ghulam Haydan, padre della vittima, accogliendo le spoglie in aeroporto, dove era presente anche l’ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi. Il giornalista afghano, di soli 23 anni, è stato sepolto vicino a casa. Romano Prodi ha scritto alla famiglia sostenendo che «il governo italiano si è battuto affinché tutti gli ostaggi potessero essere restituiti all'affetto dei propri congiunti».