Emergency scarica il governo: "Abbiamo agito su sua richiesta"

Roma - Emergency non ha preso «alcuna decisione autonoma» nella trattativa per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, ed è entrata nella vicenda «su richiesta del governo italiano, ha agito da tramite fra governo italiano e sequestratori, agendo in stretto contatto e totale trasparenza con il governo stesso». L’associazione umanitaria di Gino Strada assegna al governo Prodi ogni responsabilità del negoziato per il rilascio del giornalista di Repubblica, in risposta al ministro degli Esteri Massimo D’Alema che ieri - a proposito delle discusse modalità di rilascio del giornalista - ha precisato che «il governo non ha trattato con nessuno, ma si è limitato a ricevere dalla ong una lista con i nomi delle persone che i sequestratori volevano vedere liberi». ù

Emergency, chiarisce un comunicato, ha avuto solo il ruolo di intermediario e ha agito sempre secondo direttive che arrivavano da Roma, «in coerenza con la sua identità e con i suoi principi, noti a tutti gli interlocutori». L’associazione di Strada interviene perché «contrasti nella politica interna italiana e tra governo italiano e governi di altri Paesi sono emersi» per come è stata condotta la trattativa. E perché «per aver svolto qualche ruolo in alcune fasi della vicenda, Emergency è citata in queste discussioni e in alcuni casi pare costituire uno dei motivi di attrito». C’è stata la soddisfazione della liberazione di Mastrogiacomo, è scritto nella nota, ma «si è subita, nel corso della vicenda, una sconfitta per tutti, nella morte di Said Agha, l’autista di Mastrogiacomo: un peso gravissimo per tutti, indipendentemente dalle responsabilità morali o penali». Il titolo del comunicato, pubblicato dal sito peacereporter, è infatti: «La vicenda Mastrogiacomo non si è risolta con la liberazione del giornalista». E ora il governo, insiste Emergency, si deve impegnare per riportare in libertà l’interprete: «Di Adjmal Nashkbandi non si hanno notizie». Ed è «motivo di grave preoccupazione» l’arresto del mediatore di Emergency, Lashkar-Gah.

Si ribadisce quindi che la responsabilità della trattativa, e soprattutto del suo esito, è del governo italiano: «Entrambe queste situazioni si collocano all’interno delle azioni compiute dal governo italiano per ottenere la liberazione di Mastrogiacomo». E deve «ritenersi scontato, non semplicemente auspicabile - si sottolinea -, che il governo italiano consideri questi problemi urgenze sue, sulle quali immediatamente intervenire». Emergency «ribadisce di aver semplicemente svolto azioni delle quali era richiesta, restando assolutamente estranea a qualsiasi azione di politica interna o internazionale».