Emergenza: anche Krasic è spaccato

Torino In altri tempi, Juventus-Cesena sarebbe stata partita scontata e non è certo un caso se la sola vittoria dei romagnoli sotto la Mole è arrivata a tavolino. E’ chiaro che anche oggi i bianconeri di Torino partono favoriti: ma nel calcio tritacarne dove tutto cambia in una settimana succede anche che, otto giorni dopo avere battuto il Milan a San Siro, l’umore dei bianconeri sia tendente al ribasso. Perché in mezzo ci sono stati l’orripilante pareggio in Europa League contro il Salisburgo che ha messo a repentaglio la qualificazione, il doppio ko di Krasic e Legrottaglie (è di ieri la notizia che il serbo rimarrà fuori 25 giorni, mentre il difensore si spingerà fino a 40) e il pataracchio legato a Buffon. Il quale, assente alla foto di squadra perché impegnato nella riabilitazione dopo l’operazione alla schiena e poi recatosi in Svizzera a ritirare un premio, ieri se le è sentite cantare da Delneri. Il quale, dopo un inizio soft («non facciamone un caso nazionale: lui sta lavorando e noi lo aspettiamo per gennaio»), ci è andato giù duro: «In questi mesi non è mai venuto a Vinovo né allo stadio, è vero. Avrebbe potuto farsi vivo ogni tanto, ma questa è una cosa che va chiesta a lui. Non penso si sia comportato così per sminuire il suo rapporto con la Juve. Diciamo che forse non si è reso conto di non essersi presentato: noi invece ce ne siamo accorti e speriamo venga presto a trovarci». Auguri e figli maschi, insomma: «Al telefono ci siamo parlati, certo che sì - ha poi proseguito l’allenatore -. Ma mica posso muovermi io per andare da lui. Comunque sta recuperando e lo aspettiamo di nuovo in gruppo per gennaio: le tempistiche sono queste».
Se non è guerra fredda, poco ci manca e a questo punto sarebbe una sorpresa vedere oggi SuperGigi all’Olimpico, dove invece sono attesi alcuni grandi campioni del passato cui sarà intitolata una stella nella pavimentazione del nuovo stadio. «Spero vengano tanti tifosi ad applaudire loro e noi - si è augurato Delneri -. Per come siamo messi, abbiamo bisogno di tutti». Via con la mozione degli affetti e spazio a giovani e meno giovani: il danese Sorensen, 18 anni compiuti ad aprile, esordirà al centro della difesa e alla sua sinistra troverà il redivivo Fabio Grosso. Il quale non gioca dal 15 maggio scorso e, dopo essere stato messo ai margini in compagnia di Salihamidzic, viene scongelato nel momento del bisogno: del resto, con la solita decina di infortunati (in attacco Amauri ancora febbricitante e Iaquinta buono solo per la panchina), sarebbe stato oltre modo autolesionistico continuare a ignorarlo.