Emergenza caldo, ieri 1.100 richieste di aiuto

Daniela Uva

Quasi millecento chiamate in meno di 24 ore. Ieri il centralino del 118 è stato bollente. Come l’aria irrespirabile di questi giorni. Che ha causato tantissimi malori, soprattutto fra le persone anziane. Per fortuna la settimana di fuoco sta finendo. Lo assicurano gli esperti del centro Epson di Milano.
«Domani sarà l’ultima giornata veramente calda - dicono -, ma il livello di umidità, già sceso nei giorni scorsi, dovrebbe continuare a diminuire. Avremo circa 32 gradi, una temperatura che rientra nella media stagionale. Qualche temporale potrà svilupparsi sulle zone alpine e prealpine, ma i fenomeni non dovrebbero interessare la città». Se l’emergenza caldo sembra finalmente superata, maggiori preoccupazioni desta il livello di polveri sottili nell’aria. Ieri l’Arpa ha registrato 59 microgrammi per metro cubo, decisamente troppi rispetto ai 50 del valore limite. Solo sei giorni fa, la quantità di pm10 era di «soli» 15 microgrammi.
Ieri Milano è stata una delle città più calde d’Italia. La temperatura più alta registrata è stata di 38 gradi (come a Reggio Calabria). Con un tasso di umidità del 40 per cento, che ha fatto percepire due gradi in più. Nonostante questo, il clima è stato più tollerabile rispetto al giorno prima quando una cappa di afa aveva letteralmente soffocato la città. «La situazione tende a migliorare - spiegano i meteorologi -. Ieri si è formato un vento leggero e l’umidità è stata in parte riassorbita dai fenomeni temporaleschi presenti sulle Alpi». Il bel tempo durerà fino a martedì. A metà settimana, invece, il cielo sarà nuvoloso e potrebbe arrivare anche qualche pioggia. «Solo per un paio di giorni - dicono dall’Arpa - perché il sole tornerà a splendere, questa volta senza afa e umidità». Per la gioia dei turisti che, sempre più numerosi, arrivano in città.
Nei giorni scorsi, per sopravvivere all’inaspettata ondata di calore, hanno preso d’assalto i più importanti musei. Cenacolo, Castello Sforzesco, Pinacoteca Ambrosiana, museo Poldi Pezzoli e museo della Scala si sono trasformati in rifugi contro l’afa. Dove, fra un quadro di Caravaggio e un capolavoro di Leonardo, quasi 2mila persone (in prevalenza spagnoli e giapponesi) hanno potuto tirare un sospiro di sollievo.