Emergenza guardoni a Savona

Facciamo subito una premessa. Non c’è niente da ridere. Anzi. Quella che state per leggere è una vera e propria mappa dei guardoni, a Savona e dintorni, una specie di cartina dei luoghi nei quali si nascondono certi uomini a caccia di emozioni rubate. A svelare i nascondigli, andandoli a cercare ad uno ad uno, è stato Roberto Nicolick, capogruppo della Lega Nord in Provincia, a Savona. Lui, in qualità di insegnante, ha ascoltato le confidenze dei suoi allievi. Fattesi sempre più frequenti.
E poi, insieme alla propria fidanzata, ha fatto da esca andando a cercare e fotografare i punti di osservazione dei guardoni, ben celati e organizzati a regola d’arte. «Il mio allarme - dice - nasce da alcune segnalazioni, sempre più frequenti e circostanziate, di miei allievi, che hanno l’abitudine, vecchia come il mondo, di cercare, in auto, posti isolati in “camporella” per scambiarsi effusioni con le loro fidanzatine». Nicolick ha ascoltato con attenzione i racconti preoccupati dei giovani che, senza esagerare, hanno confessato di aver avuto anche paura, trovandosi in situazioni a dir poco spiacevoli. «Mi sono fatto l’idea che il fenomeno del guardonismo - dice lui -, sia sempre più diffuso e crei delle problematiche serie che possono in taluni casi anche sfociare in aggressioni».
Nicolick ha raccolto un florilegio di aneddoti che non hanno nulla a che invidiare a certi film horror: qualcuno ha notato a un certo punto, impronte intorno all’auto, oppure, d’estate e con una maccaia di piombo, altri hanno sentito i cespugli muoversi, quasi prendere vita. Non era una lepre. C’è anche stato chi giura di aver notato loschi individui in giacca e cravatta aggirarsi come se niente fosse vicino alle auto posteggiate e buttare un occhio dentro. «Qualcuno - dice Nicolick - mi ha anche raccontato di uomini che, nel momento di maggior distrazione degli occupanti del veicolo, si sono straiati addirittura sul cofano anteriore con il naso attaccato ai vetri». Ovviamente nessuna delle vittime ha mai sporto denuncia per più che evidenti ragioni, fatto peraltro plausibile, mentre tutti hanno acceso il motore allontanandosi velocemente.
A questo punto Nicolick ha pensato di verificare di persona. Per non sembrare egli stesso un guardone - fatto che sarebbe stato non poco disdicevole visto che trattasi di personaggio noto - Nicolick ha coinvolto nella mappatura anche la fidanzata. I due - ormai probabilmente fuori allenamento a certe scampagnate - si sono però fatti indicare dai ragazzi i luoghi di sosta più «gettonati». E li hanno trovati: la strada che porta alla Conca Verde, piana di tratturi isolati, la strada che collega Madonna del Monte alla Provinciale di Cadibona, il piazzale della motorizzazione civile a Bossarino, la strada che dalla provinciale di Cadibona porta alla vecchia stazione ferroviaria del maschio. Ma anche le vecchie stradine in terra battuta che vanno ai forti che sorgono sulle alture di Savona. E in questi luoghi sono state trovate le tracce di guardoni professionisti, organizzati come al Gran Premio. «Nella maggior parte dei casi ho trovato pareti di frasche sistemate ad arte - racconta il consigliere leghista -, con feritoie di osservazione e giornali per sedersi comodamente a terra, cespugli rinfoltiti per nascondere gli osservatori, rami messi a sostenere le pareti di frasche, in tutto in luoghi strategicamente posizionati rispetto al posteggio in questione». Ma non è tutto. «Nel tardo pomeriggio ho visto una dozzina di uomini soli, arrivare, posteggiare e dopo poco avventurarsi nel bosco», dice Nicolick. E dire che non è nemmeno tempo di funghi...